Perplessità personali sulla peregrinato di Papa Giovanni

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Tutti parlano della presenza della salma di Papa Giovanni. Voi siete andate a Sotto il Monte? Posso dire che non ne sono molto entusiasta di questo evento? Mi sembra una devozione troppo legata a un corpo, a quel corpo, al toccare … Essere cristiani chiede molto altro e molto di più. Giuseppe=

Caro Giuseppe, la nostra fraternità è stata tra le prime ad accogliere le spoglie di Papa Giovanni in terra bergamasca. Nel suo tragitto verso la città infatti, ha sostato davanti al nostro monastero dove noi, con un gruppo di fedeli, abbiamo potuto rivolgere a lui una preghiera, toccare con devozione e commozione l’urna nella quale è stato deposto. Siamo state stupite nel vedere ciò che questo evento sta suscitando, il confluire di folle da ogni luogo in cui la peregrinatio  passa o ha sostato, l’accorrere di fedeli provenienti dalla nostra diocesi ma anche dalla Lombardia e da altre regioni.

Il molto amore della gente per Papa Giovanni

Come interpretare tutto questo? Molte sono state le reazioni positive o negative, di approvazione o di critica, ma certamente non possiamo rimanere indifferenti. In un tempo in cui le chiese si svuotano, le folle accorrono dove il corpo di  un profeta del nostro tempo passa. Papa Giovanni è stato una persona molto amata dalla gente,  per il suo stile di vita, la sua bontà unita a intelligenza e apertura di cuore e di mente; la sua capacità di intessere relazioni e legami in un dialogo con tutte le religioni e culture nella sua esperienza di diplomatico prima, poi di nunzio,  hanno favorito quella comunione delle differenze che ancora oggi siamo impegnati a realizzare dentro e fuori della Chiesa. L’indizione del Concilio ha raccolto il desiderio di un ritorno al Vangelo e a una Chiesa  dentro la storia, per portare a ogni uomo la salvezza di Cristo.

Il toccare il corpo. Anche nel Vangelo…

Forse può  stupire il bisogno della gente di toccare il suo corpo, ma pensiamo a quante volte nel Vangelo le persone cercavano di toccare il corpo di Gesù, un lembo del suo mantello; ai gesti di cura che soprattutto le donne ponevano nei confronti del suo corpo, nutrendolo, lavandolo, bagnandolo di lacrime, profumandolo… guardiamo anche a questa esperienza del “corpo santo “ di papa Giovanni, come lo ha definito il nostro vescovo, e al bisogno della gente di toccare, non solo di sentire o di ascoltare. Abbiamo appena celebrato la solennità del Corpo del Signore che abbiamo circondato di solennità e di cura, perchè segno sacramentale della sua presenza tra noi.  Il corpo allora, non è solo un oggetto, a volte un ostacolo, una prigione per l’anima o un idolo a cui sacrificare l’anima, ma è un bene grande, il segno e il dono di una presenza.

Parla di relazione, di legame,  di appartenenza;  il toccare racconta il bisogno di contatto e relazione, quasi a voler essere una sola cosa con l’altro, perché la sua vita diventi anche un po’ la nostra, e possiamo partecipare della sua grazia e delle sue virtù. Ma ancor più, questi gesti che dicono una forma di pietà popolare, manifestano una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere. Dicono la realtà del mistero che abita nel cuore degli uomini, perché di fronte alle sfide della vita, alle gioie e alle sofferenze, alla ricerca del senso del vivere e del morire, non possiamo sempre trovare argomentazioni. Spesso infatti dobbiamo chinare il capo per accostarci al  mistero che ci sta di fronte, affidarci all’intercessione di quei fratelli che prima di noi hanno accolto la sfida di una vita cristiana autentica e trasparente.  Essi ci invitano a percorrere la strada della santità, chiamata per tutti i figli di Dio, vivendo le piccole cose di ogni giorno con cuore grande, tenendo fisso lo sguardo su Gesù per apprendere da lui l’arte della consegna e dell’amore autentico.

Vivere intensamente il presente

Papa Giovanni, in una preghiera famosa,”Solo per oggi” ci invita a vivere il presente con quella intensità d’amore grande, che fa del quotidiano, delle occupazioni feriali che ognuno è chiamato a compiere,  un capolavoro di santità. “Così, sotto l’impulso della grazia divina, con tanti gesti andiamo costruendo quella figura di santità che Dio ha voluto per noi, non come esseri sufficienti bensì “come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio”.

Il Passaggio di san Giovanni XXIII sia per tutti questo stimolo a fare della nostra vita una corsa dietro a Gesù Cristo, in un cammino di santità che sa prendersi a cuore il “corpo” dei fratelli e della Chiesa da lui tanto amati, per spargere nel nostro tempo il profumo del Vangelo.

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