Storia di Paola, ricercatrice di Young’s: «Questo progetto non è fatto solo di numeri, ma di volti e di voci»

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“Essere ricercatrice è compito delicato e importante”, è in questo modo che Paola racchiude la sua esperienza nel progetto “Young’s”, ma questo non basta per parlare di lei.

Giovane ricercatrice, mamma e moglie a 29 anni è così che Paola si presenta a noi, si sente onorata da questa intervista mentre pensa alle mille cose da fare in una vita che va dalle aule universitarie al cortile della scuola materna di suo figlio.

E’ per lui che ad un certo punto ha dovuto interrompere gli studi, doveva prendersi del tempo per comprendere la metamorfosi che la stava attraversando, ma poi con i super poteri che solo le mamme possono avere, è riuscita a rincorrere il tempo, ora si prepara a festeggiare la sua Laurea magistrale in scienze pedagogiche e iniziare la sua avventura come psicopedagogista nelle scuole.

Ha conosciuto il Prof. Tomelleri a Luglio ed ha accettato di diventare una ricercatrice di Young’s, perché questo progetto sui giovani, per i giovani e fatto dai giovani era rivoluzionario, non si trattava di sterili numeri e dati statistici, ma di raccontare il suo mondo, quello di suo marito, dei suoi amici e infine quello che lascerà in eredità al piccolo Tommaso.

Paola ci racconta: “È stata una meravigliosa esperienza non solo professionalmente parlando ma anche dal punto di vista umano. Intervistare è stato per me capire e percepire le tante voci del coro e dare loro un nome, un cognome e emozioni. Le stesse emozioni che sono trapelate durante il racconto biografico di ognuno di loro. È stato un percorso impegnativo e lungo ma che rifarei. Sicuramente. È sempre di più ciò che si riceve rispetto a ciò che si dá.”

In questi mesi Paola ha rappresentato un punto di ascolto per tanti giovani, che hanno sperimentato grazie a lei la bellezza del potersi raccontare senza giudizio e nella piena libertà e che di questo l’hanno ringraziata, giovani che vedono il futuro come un grande punto di domanda e il presente come una virgola.

Una virgola perché non possono essere punti fermi su quasi nulla, i contratti con la data di scadenza come tanti prodotti al supermercato, le relazioni che non hanno lo spazio di un caffè ma si sviluppano grazie ai “match” rapidi delle app e se non va bene si scorre il dito e si va oltre.

Paola non si sente di generalizzare, sicuramente non sarà così per tutti i giovani millennials, ma si sente travolta dal vortice del cambiamento di ideali, di persone, della bramosia di vivere la vita che prima non aveva mai visto.

In questo uragano però la nostra giovane mamma riesce a tener per mano tutto il suo futuro e continua quel lavoro delicato e importante, non solo per sé ma per l’altro.

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