Volti, sguardi, persone: arte, fotografia e una marcia attraverso la città per la Giornata mondiale del rifugiato

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Volti, sguardi, persone: rappresentano un invito a riflettere, capire, incontrare – al di là degli stereotipi e delle ideologie – le iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, il 20 giugno, da Coordinamento Provinciale degli Enti Locali per la Pace, con i Comuni capofila di progetti SPRAR di accoglienza, Caritas Bergamasca, Consorzio Sol.Co. Città Aperta, Rete della Pace di Bergamo, Confcooperative Bergamo, Fondazione Casa Amica e GAMeC Bergamo. L’appuntamento del 20 giugno quest’anno arriva dopo un festival durato dieci giorni con iniziative in tutta la provincia.
Per l’occasione dalle 17,30 ritrovo alla GAMEC (Galleria d’arte moderna e contemporanea) di Bergamo. In programma una mostra fotografica a cura dei progetti SPRAR, sarà possibile inoltre visitare la mostra Enchanted Bodies / Fetish for Freedom di Bernando Mosqueira, vincitrice quest’anno del Premio Bonaldi per l’arte. Alle 18 interviene il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Alle 19 è in programma una marcia fino al parco di Sant’Agostino. Alle 19,45 aperitivo offerto dai progetti SPRAR e saluti conclusivi di Marzia Marchesi a nome del Coordinamento Provinciale bergamasco enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Alle 20 Drum Circle a cura di Giorgio Brigatti, dalle 21 festa con i Raimbowjam.
La mostra di Bernardo Mosqueira, fondatore e direttore dello spazio indipendente Solar dos Abacaxis di Rio de Janeiro, esplora la possibilità umana di creare oggetti fatti per trasmettere un senso di libertà e di forza e pone in evidenza la capacità tipica del corpo migrante di generare e trasmettere la propria cultura in Paesi diversi da quello di origine, divenendo al contempo fruitore delle culture con cui viene a contatto. Dopo aver analizzato la permanenza e le trasformazioni del patrimonio africano nella cultura brasiliana in seguito alla diaspora e alla schiavitù, Mosqueira ha concepito un progetto che riunisce opere di 17 artisti internazionali diversi per provenienza, bagaglio culturale e ricerca artistica, ma accomunati dall’esperienza quotidiana della lontananza dal luogo di nascita, in quanto migranti temporanei, nomadi oppure profughi, deportati o esiliati: Abbas Akhavan, Tania Bruguera, Carolina Caycedo, Alia Farid, Meschac Gaba, Anawana Haloba, Rodrigo Hernández, Iman Issa, Tonico Lemos Auad, Maria Loboda, Daniel Steegmann Mangrané, Felipe Meres, Carlos Motta, Amalia Pica, Eric van Hove, Danh Vō e Haegue Yang.
La mostra presenta lavori molto diversi tra loro – tra cui alcuni appositamente realizzati per l’occasione – che trattano tematiche universali, ricorrenti nella ricerca degli autori coinvolti nel progetto: migrazione, nazionalità, identità; il potere del linguaggio e della narrazione; la trasformazione del corpo e, naturalmente, la religione.
La Caritas bergamasca ha lanciato dai propri canali social un pressante invito alla partecipazione: «L’anno scorso il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, un bellissimo fiume umano ha attraversato Bergamo. Un fiume consapevole, aperto, accogliente. Quest’anno più che mai c’è bisogno che questo fiume sia straripante: vi aspettiamo numerosi».

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