Assunzione. Una donna sale in cielo

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Il 15 agosto si è celebrata una festa in cui una donna – Maria – vola verso il cielo. Una mia amica sostiene che l’immagine dice drammaticamente l’”espulsione” della donna dal mondo concreto della Chiesa. La cosa mi ha fatto pensare. Marta

Cara Marta, mi ha molto stupita la lettura del mistero dell’Assunzione di Maria che la tua amica ti ha proposto: non l’avevo mai sentita! Questa festa  si colloca nel cuore dell’estate e ancor prima che la Chiesa l’avesse riconosciuta, la pietà popolare la riteneva parte della propria fede.

Vivere all’altezza del desiderio di Dio

La vergine Maria, con la sua assunzione in cielo, non soltanto ci promette che risorgeremo, ma ci insegna a vivere all’altezza del desiderio di Dio. Ci insegna che, agli occhi di Dio, ogni creatura è così amata da essere voluta in cielo in corpo e anima, poiché tutta la dimensione umana, tutto ciò che siamo, sarà in Dio. E questo perché figli amati, chiamati a vivere secondo il desiderio e il progetto di Dio. Non condivido quindi la lettura della tua amica, che mi pare un po’ “ideologica” poiché non si può applicare al mistero dell’Assunzione, dogma di fede, un significato antropologico. Maria è madre della Chiesa, grande come donna, perché discepola del Figlio.

Le donne e la Chiesa

Accolgo però la domanda che mi pare di leggere dalla sua   provocazione, e cioè, la qualità della  presenza delle donne nella concretezza della vita della Chiesa. Dobbiamo riconoscere che molti passi sono stati compiuti, in particolare dopo il Concilio, e il magistero della Chiesa, degli ultimi  pontefici, auspica e valorizza molto il cosiddetto “genio femminile”. La riflessione e lo studio teologico e biblico  sono arricchiti   dalla presenza di donne che sono cuori pensanti, e qualche volto femminili si intravvede in alcuni organismi decisionali all’interno del mondo ecclesiale.

Nella realtà concreta, in un mondo ancora troppo clericale, si avvertono ancora molte resistenze a lasciare spazio alle donne. Il ruolo di servizio a cui ogni cristiano è chiamato scivola, a volte, nel caso delle donne, verso ruoli più di servitù che di vero servizio, e questo senza nulla togliere a quel servizio umile al quale tutti si è chiamati e che il Vangelo ci chiede come via di minorità.   La questione non si risolve   con l’assegnazione di qualche posto decisionale a due o tre donne, ma piuttosto che tutta la compagine ecclesiale sia disposta ad accogliere l’autorevolezza di persone di sesso femminile anche laddove si prendono le decisioni più importanti per la Chiesa. Occorre creare una nuova mentalità senza la quale non vi sarà un vero cambiamento nella condizione delle donne, ma solo qualche “fiore all’occhiello” da esibire per salvare l’immagine. Occorre un mutamento vero e profondo di mentalità, perché oltre ad essere apprezzate le caratteristiche femminili di maternità, oblatività, tenerezza ecc., venga ricercato e ascoltato anche il pensiero delle donne, soprattutto nei luoghi dove la Chiesa riflette, si confronta e decide il suo cammino evangelico per essere segno nel mondo di oggi.

Le “colpe” delle donne

Ammetto però che le donne sono almeno in parte responsabili di questa situazione, per aver accettato senza protestare, ruoli subalterni in cambio della protezione e del riconoscimento. Questo non deve scoraggiare, ma allargare lo spazio della speranza e dell’impegno perché ciascuna porti il proprio contributo dove è chiamata a vivere e operare. Il Papa nella sua esortazione alla santità, ha detto che

anche il “genio femminile” si manifesta in stili femminili di santità, indispensabili per riflettere la santità di Dio in questo mondo. E proprio anche in epoche nelle quali le donne furono maggiormente escluse, lo Spirito Santo ha suscitato sante il cui fascino ha provocato nuovi dinamismi spirituali e importanti riforme nella Chiesa”.

Siamo chiamate a cose tanto grandi! Questo dovrebbe entusiasmare e incoraggiare ciascuna donna  a dare tutta sé stessa, per crescere verso quel progetto unico e irripetibile che Dio ha voluto per lei   da tutta l’eternità.

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