Da Giorgio La Pira a Maria Elisabetta Mazza: l’umiltà della fede in cinque figure esemplari

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Come già negli anni scorsi, come preparazione alla solennità di Sant’Alessandro, il tema scelto — che per il 2018 è l’ umiltà — viene declinato in cinque incontri durante i quali si parlerà di altrettanti uomini e donne che, con la loro vita, opera e scelte, hanno testimoniato questa virtù che oggi sembra scomparire nell’orizzonte fluido della società contemporanea. Da anni riveste un particolare significato questo itinerario di riflessione e di approfondimento che, nei giorni precedenti la Festa del Patrono, dalle 20.45, collega i quattro luoghi dedicati a Sant’Alessandro: anche quest’anno, in aderenza al tema dell’Umiltà, si realizza com’è ormai diventata una bella tradizione il coinvolgimento dei monasteri adiacenti alle chiese, come segno della continuità della vita cristiana in comunità stabili sorte dal martirio di Sant’Alessandro. A ognuno dei quattro itinerari è legato il ricordo di una persona distintasi per l’umiltà della sua fede.
«L’umiltà – sottolinea don Fabrizio Rigamonti, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale della Cultura – è una virtù per il quotidiano, per la comune costruzione della città. Ci viene proposto quest’anno l’esercizio di metterla in pratica nella sua figura più autentica di disposizione all’ascolto e all’obbedienza fiduciosa nei confronti di un disegno più grande a proposito di noi e del mondo intero». Ed è proprio questa disposizione che viene testimoniata dalla vita e dalle opere delle figure scelte come riferimento per gli incontri.
Questo il calendario degli appuntamenti. Si comincia martedì 21 agosto, nella chiesa dei frati Cappuccini di Borgo Palazzo: «Padre Arsenio da Trigolo, 1850-1909: l’umiltà di un precario». Mercoledì 22 agosto, al monastero di San Benedetto si parlerà di «Don Carlo Botta, 1770-1849: l’umiltà intraprende grandi cose», un prete che dedicò la vita al servizio dei piccoli e dei deboli. Giovedì 23 agosto tocca al monastero di Matris Domini, dove si terrà una serata su «Giorgio La Pira, 1904-77: l’umiltà di un grande sogno di pace nel mondo». La Pira, terziario domenicano, fu un uomo politico con forte vocazione sociale al servizio della collettività. Venerdì 24 agosto infine, ultimo appuntamento al monastero di Santa Grata: «Maria Elisabetta Mazza, 1886-1950: l’umiltà di insegnare ai più piccoli». Si ripercorrerà la vita della fondatrice delle Piccole apostole della scuola cristiana, maestra elementare che spese la vita per garantire l’educazione ai piccoli nel primo dopoguerra.

Nella foto: Maria Elisabetta Mazza

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