Il Cammino dell’Alta via delle Grazie: un itinerario devozionale in Valle Seriana e alto Sebino

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Anche la bergamasca avrà il suo cammino devozionale. Sulla scia del successo del cosiddetto turismo slow e della riscoperta dei pellegrinaggi in Italia e in Europa, il 15 luglio scorso è stato infatti inaugurato il “Cammino dell’Alta via delle Grazie”, un percorso lungo più di 300 chilometri che collega 17 santuari e numerose chiese mariane sul territorio della Valle Seriana e dell’alto Sebino. Niente più scuse quindi: chi non avrà tempo, voglia o modo di percorre l’ormai celebre Cammino di Santiago o la nostrana via Francigena, potrà cimentarsi direttamente nella nostra provincia con l’esperienza di un pellegrinaggio.
Il “Cammino dell’Alta via delle Grazie” parte idealmente da Bergamo e si sviluppa per la maggior parte sulla rete di sentieri delle prealpi Orobie. 315 chilometri, 12 giorni previsti per percorrerlo tutto, 17 santuari dedicati a Maria e un tragitto che tocca alcuni dei paesaggi più suggestivi dell’alta Valle Seriana e del Sebino: questo nuovo percorso promette di diventare un vero e proprio volano per l’economia sostenibile, la mobilità dolce e l’ospitalità low cost. Non solo! L’Alta Via delle Grazie, all’altezza di Caravaggio, si collegherà ad altri due cammini lombardi devozionali: il Cammino di Sant’Agostino (che mette in rete 50 santuari mariani in sette province lombarde) e la Rosa Rampicante, neonato cammino che unisce altri 18 santuari dedicati alla Madonna tra la zona del Lario lecchese e la Valtellina. Sia il Cammino di Sant’Agostino che la Rosa Rampicante hanno come snodo finale Pavia, città dove passa la Via Francigena e che si collega a sua volta, attraverso il Cammino della Via Postumia, alla via per Santiago di Compostela. Insomma, una vera e propria rete di percorsi che collega la bergamasca ai grandi pellegrinaggi europei, mettendo in luce non solo la forte devozione della valle, ma anche la ricchezza dei suoi paesaggi.
Già, perché i cosiddetti “cammini” – siano essi devozionali cristiani oppure semplicemente spirituali – sono diventati negli ultimi anni un vero e proprio stile di viaggio, che coniuga la lentezza del camminare alla voglia di riscoprire una dimensione interiore autentica, silenziosa e preziosa. Sempre più persone infilano gli scarponi ai piedi e lo zaino sulle spalle per mettersi in cammino, come facevano nei secoli passati i pellegrini, per scoprire paesaggi e luoghi che negli spostamenti in auto vengono spesso solo scavalcati, ma raramente vissuti. Quella del cammino è una dimensione nella quale trovano spazio la riflessione, i ritmi lenti, la riscoperta della semplicità e la meraviglia davanti alla bellezza. Ma è anche un tipo di turismo sostenibile, ecologico e poco invasivo e permette di valorizzare i borghi e l’economia sostenibile in chiave locale. Bed and breakfast, agriturismi, strutture ricettive, ma anche ristoranti e aziende agricole diventano lungo i cammini non solo un punto di appoggio per i pellegrini, ma anche un’occasione di incontro e promozione delle eccellenze locali.

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