Papa Francesco ai giovani: “La libertà non è una corsa alla cieca”

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Papa Francesco: ai giovani, “la libertà non è una corsa alla cieca ma la capacità di discernere la meta”. “Il mondo ha bisogno della vostra libertà di spirito, del vostro sguardo fiducioso sul futuro, della vostra sete di verità, di bontà e di bellezza”. Così Papa Francesco nel messaggio inviato a mons. Piotr Libera, vescovo di Płock (Polonia), in occasione del 450° anniversario della morte di San Stanislao Kostka (1550-1568), novizio gesuita, che ricade oggi nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. “San Stanislao vi insegna quella libertà che non è una corsa alla cieca – scrive il Papa-, ma la capacità di discernere la meta e di seguire le vie migliori di comportamento e di vita. Vi insegna a cercate sempre prima di tutto l’amicizia con Gesù; a leggere e meditare la sua parola e accogliere nell’Eucaristia la sua presenza misericordiosa e potente, per resistere ai condizionamenti della mentalità mondana. San Stanislao vi insegna a non avere paura del rischio e dei sogni di vera felicità, la cui fonte e garanzia è Gesù Cristo”. Un pensiero “alla tragedia avvenuta ieri a Genova, che ha provocato vittime e smarrimento nella popolazione”. È quello rivolto dal Papa alle vittime del crollo del ponte Morandi avvenuto ieri a Genova. “Mentre affido alla misericordia di Dio le persone che hanno perso la vita, esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari, ai feriti, agli sfollati e a tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”.

“La Chiesa oggi ci invita a contemplare questo mistero: esso ci mostra che Dio vuole salvare l’uomo intero, anima e corpo. Gesù è risorto con il corpo che aveva assunto da Maria; ed è asceso al Padre con la sua umanità trasfigurata. L’assunzione di Maria, creatura umana, ci dà la conferma del nostro destino glorioso”. Lo ha detto oggi Papa Francesco durante l’Angelus per la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, la quale “manifesta e conferma l’unità della persona umana e ci ricorda che siamo chiamati a servire e glorificare Dio con tutto il nostro essere, anima e corpo”: “Servire Dio soltanto con il corpo sarebbe un’azione da schiavi; servirlo soltanto con l’anima sarebbe in contrasto con la nostra natura umana”. “Apparentemente, l’esistenza della Madonna si è svolta come quella di una comune donna del suo tempo: pregava, gestiva la famiglia e la casa, frequentava la sinagoga… Ma ogni azione quotidiana – ha spiegato il Papa – era sempre compiuta da lei in unione totale con Gesù. E sul Calvario questa unione ha raggiunto l’apice, nell’amore, nella compassione e nella sofferenza del cuore”.

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