Bergamo, il 18% degli stranieri sono cattolici. Una ricerca dell’Ufficio Migranti

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Quanti sono i fratelli nella fede d’origine straniera? E chi sono? Come incide la loro presenza nella pastorale diocesana e delle singole parrocchie? Per provare a rispondere a queste tre semplici domande, basta sfogliare l’agile pubblicazione “La presenza degli stranieri nelle Parrocchie della Diocesi di Bergamo”, realizzata dall’Ufficio per la Pastorale dei Migranti e appena presentata all’Assemblea del Clero.

La ricerca, curata da Marco Zucchelli, sociologo e collaboratore della Caritas diocesana, è aggiornata ogni due anni, giungendo così alla sua quarta rilevazione. Un particolare non da poco, in questi tempi in cui tutti siamo affetti da amnesie, soprattutto in ambito migratorio. In questo modo si possono analizzare e capire meglio i cambiamenti sociali e pastorali delle parrocchie nel tempo, dal 2009 appunto, anno della prima edizione, al 2017, anno dell’ultima indagine, con una vera e propria serie storica.

QUANTI SONO GLI STRANIERI CATTOLICI

Le stime più accreditate sull’appartenenza religiosa, dato sensibile che nel nostro Paese non può essere censito, sono quelle dell’ISMU che indica in provincia di Bergamo la percentuale dei cattolici al 18,4% tra i 144 mila stranieri regolarmente residenti. Contando solo il territorio diocesano significa la presenza di 17-18 mila fedeli cattolici d’origine straniera.

Non emergono particolari scostamenti tra la vita di fede dei cristiani autoctoni rispetto agli stranieri– scrive Zucchelli nel rapporto –. Dalle risposte dei parroci si stimano 3.500 cattolici stranieri frequentanti la Santa Messa. Siamo attorno al 21% del totale dei cattolici stranieri, percentuale simile a quanto accade tra gli italiani”.

I SACRAMENTI

La ricerca analizza anche la frequenza ai sacramenti e alla catechesi per fasce d’età. Sono 1.206 i fedeli stranieri che partecipano alla catechesi nelle 216 parrocchie che hanno risposto al questionario. Il 75% ha meno di 14 anni, ma ben 72 persone sono adulte. Il dato più basso è tra i 20-30enni con solo 45 partecipanti.

175 i battesimi di bambini stranieri su 3.495 totali. Un dato in costante calo: erano 196 su 3.885 nel 2013, 229 su 4.899 nel 2011. 100 le prime comunioni su 4.885 in tutta la Diocesi, 86 su 4.914 i cresimati. 52 i matrimoni dove almeno uno dei due coniugi è d’origine straniera su un totale di 920 celebrati. Per la prima volta, inoltre, l’indagine ha registrato il numero di funerali celebrati: sono solo 11 che corrispondono al 9% degli stranieri defunti nell’anno di rilevazione.

CELEBRAZIONI E PRESENZE NEI GRUPPI PARROCCHIALI

Nel corso degli anni le Parrocchie hanno assunto sempre più uno sguardo particolare nei confronti degli stranieri, valorizzando iniziative che aiutano ad integrare i fratelli nella fede come la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato– si legge nelle conclusioni – e allo stesso tempo si incontrano sempre più stranieri anche nei gruppi di volontariato parrocchiali, nell’oratorio e nelle attività sportive”. I dati sono lampanti: se nel 2009 nessuna parrocchia celebrava la Giornata del Migrante, oggi sono 63 a dichiarare di fare iniziative pastorali e culturali in quella data.

Nel testo si possono anche trovare dati e riflessioni interessanti sulla presenza di movimenti religiosi alternativi in crescita anche tra gli stranieri, come i Testimoni di Geova, sul pensiero e le difficoltà ad accogliere i richiedenti asilo nelle parrocchie e sulla percezione delle assistenti familiari (meglio note come “badanti”) sul territorio.

Per avere il testo completo è possibile contattare l’Ufficio per la Pastorale dei Migranti scrivendo a migranti@diocesi.bergamo.it.

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