Corea del Nord e Corea del Sud e la singolare storia di Son, calciatore del Tottenham

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Son Heung-Min, attaccante del Tottenham

Le due Coree, così vicine e così diverse

Il terzo summit inter-coreano, tenutosi mercoledì 19 settembre a Pyongyang, ha dato i frutti sperati. È pronta ad aprirsi una nuova era di non guerra per la regione. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il leader della Corea del Nord Kim Jong-un hanno siglato un patto con l’intento di denuclearizzare l’intera penisola. Un risultato di portata secolare che avrà come conseguenza diretta  lo smantellamento del sito per i test missilistici di Dongchang-ri e la disattivazione della centrale di Yongbyon, chiave del progetto nucleare di Kim. In aggiunta a ciò, traspare dai due governi l’intenzione di presentare una candidatura congiunta per ospitare le Olimpiadi del 2032. Un modo per ribadire, agli occhi dell’opinione pubblica, anche la volontà di porre fine alle ostilità. Due realtà così vicine quanto diverse, protagoniste di questo lungo conflitto. Da una parte la moderna e ricca Corea del Sud, dall’altra la rurale e arretrata Repubblica Popolare Democratica del Nord, stato totalitario di stampo socialista. I grattacieli di Seoul contro la piccola Pyongyang. Libertà contro tirannide. Apertura all’Occidente contro chiusura e protezionismo.

Una penisola divisa nettamente in due, all’altezza del 38º parallelo. Una linea immaginaria presidiata giorno e notte da ambo gli eserciti, in pieno assetto da guerra, a seguito di un timore, quello dell’aggressione nemica, che ha spinto entrambi gli stati ad adottare misure protettive, tra cui la leva militare.

Dall’armistizio con cui è terminata la Guerra di Corea (1950-53) ad oggi, i due paesi rimangono tecnicamente in stato di guerra. Pertanto, tutti i sudcoreani abili alle armi devono prestare, tra il diciottesimo e il trentacinquesimo anno di vita, almeno ventuno mesi di servizio nell’esercito.

Son vince una sua personale, particolarissima partita

Anche Son Heung-Min, attaccante ventiseienne in forza agli inglesi del Tottenham, pareva destinato a questa sorte. Passare quasi due anni, a partire dal 2020, lontano dall’importante palcoscenico calcistico europeo, giocando nella squadra dell’esercito, il Sangju Sangmu, per circa 100 euro al mese. Inoltre, Son avrebbe finito ipoteticamente la leva intorno ai trent’anni e ritornare ai suoi attuali livelli, a quell’età, non sarebbe stato facile.

Questa curiosa e particolare vicenda, normale routine per tutti giovani coreani, ha tuttavia sollecitato l’attenzione globale solo in estate. Al termine della sconfitta al Mondiale contro il Messico, nel giugno scorso, le immagini di un Son in lacrime al centro del campo avevano fatto il giro del mondo. Un pianto inconsolabile emblema non solo della frustrazione per l’eliminazione della sua Corea, capace comunque di battere i campioni in carica della Germania, ma soprattutto della consapevolezza che la Coppa del Mondo poteva essere l’occasione buona per evitare la coscrizione. Infatti, l’esenzione dal servizio militare obbligatorio è garantita in Corea del Sud per meriti sportivi solo a coloro che riescono ad ottenere un risultato di prestigio con la maglia della nazionale. Il destino del ragazzo pareva quanto mai segnato ma, come in tutte le storie che si rispettino, ecco arrivare il lieto fine.

Tra agosto e settembre hanno luogo in Indonesia i giochi asiatici. Il Ct Kim Hak-bom convoca Son come fuori quota e il Tottenham, nella speranza che il proprio campione possa vincere il trofeo ed evitare così la leva, dà il bene placito al giocatore, nonostante la manifestazione non sia un torneo ufficiale Fifa. Son vola così in Indonesia, consapevole dell’importanza dell’occasione avuta. Pronti via e la Corea, supera il girone, regolando, senza troppa difficoltà, Kyrgyzstan e Bahrein. Nei turni a eliminazione diretta la striscia positiva va avanti, con le vittorie su Iran, Uzbekistan e Vietnam, valide a strappare un pass per la finale di Giacarta, in programma l’1 settembre. L’avversario è il Giappone, forse la migliore squadra asiatica in circolazione. Il match è tiratissimo ma i coreani riescono a trionfare, seppur ai supplementari. Decisivi per la vittoria i gol di Lee e Hwang, attaccanti di Hellas Verona e Amburgo. Inutile invece la rete dei nipponici firmata da Ueda, che aveva riaperto il match al 115’. Son e il Tottenham possono tirare un sospiro di sollievo: tutta la squadra coreana, campione ai giochi, è esentata dal servizio militare. Una grande conquista dovuta, questa volta, non alle armi bensì solo ad un comunissimo pallone. Una notizia genuina e positiva  in una terra, quella coreana, che si sta lentamente avviando verso un futuro di pace, dopo lunghi anni di grigio terrore.

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