Eraldo Affinati racconta don Milani ai ragazzi: Il sogno di un’altra scuola

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“Il sogno di un’altra scuola” (Piemme) di Eraldo Affinati racconta la storia di don Lorenzo Milani ai ragazzi. Questo è il secondo libro che Affinati scrive su don Lorenzo Milani. Il primo era rivolto agli adulti, si intitolava “L’uomo del futuro” e si componeva di viaggi alla ricerca dei don Milani di tutto il mondo. Qui, invece, spiega l’autore, si seguono le tracce di questo “grande prete, scrittore, maestro, educatore, profeta, grande italiano del Novecento”. Affinati immagina di trovarsi in una classe ideale, composta da ragazzini dai 12 anni in su. C’è Tao, 16 anni, cinese, che a scuola va meglio in italiano che in matematica ed è appassionato di computer. Amina, 15 anni, di origine bengalese. Mohamed, 13 anni, nato in Italia da genitori africani, frequenta la terza media a Bari e gioca a bene a pallone nel ruolo di centrocampista. Romoletto, 16 anni, che vive in una borgata romana, è stato espulso da scuola e non sa che cosa fare. Manuela, 15 anni, di Forlì, studiosa e simpatica, e infine la più piccola, Sofia, 12 anni, frequenta la seconda media ad Ancona e chiacchiera volentieri. Affinati riunisce virtualmente attraverso la scrittura ragazzi incontrati lungo il suo percorso di maestro ed educatore: “oltre ad aver dimostrato molto interesse per don Milani – osserva – mi hanno aiutato a scrivere il testo: se non ci fossero stati loro, il libro non sarebbe così, al punto che li considero coautori, proprio come pensava il priore di Barbiana dei suoi studenti quando li guidò nella composizione di “lettera a una professoressa”. Il libro segue don Lorenzo passo dopo passo, in ventiquattro capitoli, a partire dall’infanzia, indagando sulle abitudini, i desideri e le tappe della formazione che contribuiscono a trasformarlo nel “rivoluzionario” che sarà da adulto, sempre pronto a schierarsi dalla parte degli ultimi, dei ragazzi più difficili. “Un libro per ragazzi – chiarisce Affinati – ma anche per insegnanti, per offrire a tutti uno strumento per approfondire questa figura”. Ogni capitolo riproduce l’andamento di una lezione scolastica, in cui gli allievi intervengono, prendono appunti, pongono domande talvolta scomode, nel tentativo di dare un senso a ciò che imparano. Alla base di questo libro, accuratissimo nella raccolta dei documenti e nel rinvio alle fonti, c’è la passione educativa che vibra in tutto il lavoro di Affinati. Lui stesso concepisce la scuola come luogo di rottura e cambiamento, seguendo la lezione di don Lorenzo Milani. Una scuola con classi eterogenee e che sostiene la battaglia dell’integrazione, come avviene concretamente nella scuola Penny Wirton, rete di insegnamento dell’italiano agli stranieri di cui Affinati si è fatto promotore. E si può immaginare che sarebbe proprio agli scolari di affinati che si rivolgerebbe oggi don Milani: i figli degli immigrati, ma anche i ragazzi come Romoletto, che in termini moderni definiamo “neet” quelli che non studiano e non lavorano, non sanno che fare, non hanno risposte, ma proprio per questo più di tutti gli altri mostrano agli educatori in quale direzione bisogna andare.

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