Giovani per il mondo: a Ventimiglia e Calais lungo il tracciato dei migranti

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Settembre è tempo di programmazione, ma anche di revisione dell’estate passata, e non solo. E così è anche per Caritas Diocesana Bergamasca, che raccoglie i frutti della proposta di volontariato estivo di Giovani X il Mondo e prepara già la prossima stagione.

Tanti i viaggi proposti da Caritas, che hanno coinvolto in esperienze molto forti tanti giovani, oratori, gruppi. Daniela Di Fante, capogruppo, e Simona Valdani, volontaria, raccontano la loro esperienza rispettivamente a Calais e Ventimiglia.

Simona, studentessa di Diritti dell’Uomo ed Etica della Cooperazione Internazionale, la scorsa estate è partita con il progetto di Giovani X il Mondo per Ventimiglia, dove ha fatto esperienza della quotidianità delle attività della Caritas locale, dalla distribuzione dei pasti ai poveri alla pulizia delle strutture. Oltre alle attività di servizio per Caritas, Simona e le sue compagne di viaggio hanno svolto attività presso un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) che ospita ventuno richiedenti asilo, di cui racconta, “L’attività principale che svolgevamo insieme ai volontari del progetto 20K era quella di monitorare la frontiera francese, troppo spesso luogo discriminazione durante i controlli”.  La scelta di Simona di partire con Giovani X il Mondo nasce dalla voglia di “fare esperienza di una quotidianità differente e comprendere da vicino la vita di una città di frontiera che fa esperienza di migrazione”. Voglia di mettersi in gioco, sentirsi parte attiva di un contesto, voglia di continuare lungo questa strada con gratitudine e fierezza: queste le parole usate da Simona per descrivere il prima, durante e dopo del suo viaggio, che conclude con la speranza di ripartire in futuro, che le deriva dalla “consapevolezza sul tempo e il mondo che viviamo, raccontati dalle storie di vita delle persone incontrate”.

Altra esperienza di frontiera è quella vissuta da Daniela, operatrice Caritas, che dopo due precedenti esperienze con Giovani X il Mondo in India e un anno di servizio civile in Kenya, ha scelto di ripartire per “vedere da vicino i muri che l’Europa sta costruendo dentro e fuori da se stessa, e di cui Calais, con il suo continuo movimento di migranti, soprattutto minori, è un luogo emblematico”, racconta. La giornata di Daniela e del gruppo di volontarie da lei guidato era scandita dalle attività quotidiane di Secours Catholique per i migranti. “Le mattine con il furgone di Secours Catholique portavamo bevande calde ai richiedenti asilo nascosti nei boschi, dove un tempo c’era la giungla e pulivamo con loro gli spazi che abitano. I pomeriggi, invece abbiamo aperto l’accueil du jour, uno spazio in cui si fa accoglienza, in cui ci sono prese per ricaricare i telefoni, tappeti su cui sdraiarsi per riposare, dal momento queste persone passano la notte scappando dalla polizia, uno specchio con rasoio e forbici e del té caldo. Abbiamo cucinato con i minori e due mattine, alle 6.30, ci siamo messe in cammino con volontari e operatori per percorrere la strada che i migranti fanno ogni giorno dall’area in cui sorgeva la giungla e l’attuale centro di detenzione di Coquelles fino a Securs Caholique”. L’esperienza di Daniela si riassume in: attesa, dolore per un’Europa divisa e violenta, desiderio di impegno civile e continua e sempre più approfondita comprensione della realtà. Questa ulteriore esperienza lascia a Daniela la convinzione di fare dell’accoglienza uno stile di vita e di lavoro, tratto distintivo, tra l’altro, di Caritas Diocesana Bergamasca, e il desiderio di prossimità, una scelta vocazionale per stare accanto a chi, in viaggio alla ricerca di un futuro migliore, viene privato della dignità umana. “Mi sono indignata di fronte a quello che ho visto e vissuto – conclude Daniela – e, proprio per questo, credo fermamente nelle potenzialità di Giovani X il Mondo come possibilità per cambiare lo sguardo, allargare gli orizzonti, ma soprattutto toccare con mano e attraversare in prima persona le contraddizioni e le sofferenze del nostro tempo”.

 

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