In viaggio alla ricerca delle crepe lungo le frontiere. La crisi d’identità dell’Europa

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I centri di accoglienza circondati dal filo spinato, le barche arenate sulla riva, i bambini con i giubbotti di salvataggio in braccio ai soccorritori, gli oggetti ritrovati dopo i naufragi come frammenti di vite perdute. Sono oltre 25.000 le foto scattate da Carlos Spottorno in tre anni di viaggio lungo le frontiere dell’Europa, quindici i quaderni di appunti pazientemente riempiti da Guillermo Abril. Un reportage lungo tre anni, nato da un incarico della rivista El Paìs Semanal, nato dal desiderio di raccontare l’immigrazione e le frontiere d’Europa.
Il risultato è “La Crepa” (Add editore) una specie di foto-romanzo, a metà tra racconto giornalistico e graphic novel, che racconta persone, volti, storie attraverso il Mediterraneo, i Balcani, l’Ungheria e Ucraina. Per il loro lavoro, presentato qualche giorno fa anche al Festivaletteratura di Mantova, gli autori hanno ottenuto un premio prestigioso, il World Press Photo. “Siamo partiti senza sapere cosa avremmo trovato – raccontano Spottorno e Abril – dopo che abbiamo visto tutto questo ci siamo detti: ‘Bisogna raccontarlo, e bene anche’”.
Le immagini, trasfigurate volutamente da filtri e colori per creare un’atmosfera iper-realistica, arrivano dritte al cuore (e allo stomaco) dei lettori, mostrando situazioni diversissime: dall’accoglienza ai gesti di razzismo, fino alla gestione faticosa dei migranti. Il reportage è il risultato di una profonda esperienza umana ed etica, che riesce a mettere il dito nelle piaghe e nelle fragilità dell’Europa contemporanea.

Sono molti i luoghi toccati da questo percorso, zone di confine, attraversate da movimenti e popolazioni: Marocco, Turchia, Lampedusa, Ungheria, Ucraina, Finlandia. In ognuna di esse gli autori hanno rintracciato tentativi di confronto e chiusure, ovunque hanno incontrato uomini impegnati a superare le frontiere per cercare un futuro migliore. Sono soprattutto le immagini a parlare: gli sguardi, i gesti, i luoghi. Il testo è molto semplice e diretto, raccolto in didascalie che compongono un racconto attento e forte. Obiettivo dei due giornalisti è indagare sulle cause e conseguenze della crisi di dentità in Europa, tenendo sempre al centro l’uomo, con la sua crudeltà da un lato e dall’altro con la capacità di compiere gesti straordinari.

«La crepa – osserva lo scrittore Fabio Geda nella prefazione – è un racconto che toglie il fiato. È un’esperienza estetica impressionante che trascende la fotografia per invadere il campo della graphic novel. È un’esperienza umana ed etica per il rispetto e la passione con cui gli autori indagano i confini slabbrati e arrugginiti di quello stato mentale che chiamiamo Europa. È il tentativo di due intellettuali onesti di trovare risposte sincere a domande fondamentali: di cosa parliamo quando parliamo di Europa? Dove inizia e dove finisce il sogno dei padri fondatori? Fin dove arrivano le responsabilità di questa unione di Stati?».

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