Mille pellegrini in cammino nella notte fino al santuario della Cornabusa

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Una serata fredda e piovosa: si è presentata così la partenza del pellegrinaggio diocesano da Sotto Il Monte al santuario della Cornabusa in occasione della giornata mondiale di preghiera per il Creato. Le apparenze, però, spesso ingannano ed è stato così anche stavolta. Una folla di oltre mille pellegrini si è radunata nel Giardino della pace per affrontare quei ventisette chilometri nonostante il tempo avverso. All’inizio della preghiera, quasi come un augurio di buon cammino, la pioggia si è timidamente fermata davanti ai fedeli presenti.
Giovani, gruppi di amici, giovani coppie e tante famiglie si sono messi in ascolto della Parola la cui centralità quest’anno verteva sul “Coltivare l’alleanza della terra” – tema della tredicesima giornata mondiale del Creato – sotto ogni suo aspetto andando a ritrovare la prospettiva pastorale della cura delle fragilità. Camminare nella notte, poi, non è una scelta causale, ma è un modo per riaprire gli spazi dell’anima come viene ricordato ai pellegrini prima della partenza.
Il Vescovo Francesco, dopo una breve introduzione, è intervenuto affidando la croce ai presenti, una croce che va amata e custodita ogni giorno: “In questa notte di cammino vi auguro di trovare una guida nella croce grazie anche all’intercessione del nostro caro Papa Giovanni. Sul suo esempio spero riusciate a creare un dialogo dal silenzio della vostra pregheria”.
I ventisette chilometri che, da lì a poco, i fedeli hanno affrontato sono gli stessi che San Giovanni XXIII percorreva almeno una volta all’anno per raggiunge il santuario che egli stesso ha definito come il più bello del mondo perché creato non dall’uomo ma dalla natura. Una descrizione a cui non bisogna aggiungere altro, se non una riflessione su quanto sia prodigioso il creato che ci circonda.
Sulle note di “Jesus Christ, you are my life”, i fedeli si sono incamminati con destinazione il santuario della Cornabusa dove è stata poi celebrata la Santa Messa all’alba.
Un fiume di persone che cammina insieme seguendo la croce, un cammino che rende più facile e intensa la riflessione perché non si è soli come non lo si è in un mondo in cui il Padre ci ha incaricati di essere custodi del Creato.

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