Romano, Emilio Belotti rivisita l’«Ultima Cena» di Giovanni Battista Moroni

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Al Macs di Romano, la rilettura pittorica del dipinto cinquecentesco Ultima Cena di Giovanni Battista Moroni è al centro della mostra «Ultima Cena di Moroni – Studi Emilio Belotti».

Tutto è cominciato, l’anno scorso, quando il Segretario Generale della Fondazione Credito Bergamasco Angelo Piazzoli  ha chiesto all’artista Emilio Belotti un intervento espositivo “ad hoc” legato a un pittore o a un dipinto di cui la Fondazione Creberg si fosse occupata in anni recenti.  Dopo varie proposte di rivisitazione contemporanea, si è optato per  la tela Ultima Cena di Giovan Battista Moroni situata nella Chiesa Prepositurale di Romano di Lombardia. Il quadro di Giovan Battista Moroni, realizzato tra il 1568 e 1569, rappresenta l’iconografia dell’Ultima Cena, in particolare il momento in cui Gesù davanti ai suoi discepoli pronuncia la frase del tradimento: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà» (Vangelo di Giovanni 13, 21).

La scelta di quest’opera nasce da tre principali motivi: il primo è rappresentato – come sottolinea Angelo Piazzoli – dal legame affettivo dato dalla storica collaborazione con Mons. Tarcisio Tironi e il Museo di Arte e Cultura Sacra di Romano, il secondo dal fatto che questo dipinto è stato recentemente restaurato proprio dalla Fondazione Creberg  e il terzo motivo è dovuto alla contiguità tematica con l’installazione dedicata a Leonardo da Vinci.

L’esposizione «Ultima Cena di Moroni – Studi di Emilio Belotti» raccoglie undici carte realizzate da Emilio Belotti partendo da un approccio oggettivamente fotografico a soggettivo dato anche dal libero «utilizzo di più materiali quali collage, il colore ad olio e il carboncino», come spiega la storica dell’arte e curatrice Claudia Emedoli. Ma soprattutto, i personaggi della tela di Moroni sono rappresentati singolarmente, estrapolati dal loro contesto originale perché venga attribuita loro una nuova identità all’interno di composizioni astratte che rimandano al movimento artistico Espressionismo Astratto del pittore statunitense Mark Rothko (1903-1970) che utilizzava la tecnica color-field abstraction. Inoltre, in questa mostra,  Belotti allarga il tema delle “cene” con le installazioni «Leonardo ↔ E = mc2» (2009) e «Caravaggio ↔ Rosso.0» che richiamano rispettivamente Cenacolo di Leonardo affrescato nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie e Milano e Cena di Emmaus di Caravaggio custodita nella Pinacoteca di Brera a Milano.

Emilio Belotti nasce a Castelli Calepio (Bg) nel 1964. Fin da piccolo frequenta lo studio d’arte dei suoi genitori Antonio e Teresa i quali gli trasmettono un grande interesse per il loro mestiere. Dopo aver compiuto gli studi al Liceo Artistico di Bergamo, Emilio s’iscrive ai corsi di iconografia presso il Centro Studi Russi di Seriate con il maestro Egon Sendler e di mosaico al Centro Arte Musiva di Spilimbergo. Nel 1986, Emilio consegue il diploma in Pittura all’Accademia di Brera a Milano sotto la guida dei professori Davide Boriani e Luciano Fabro.  A partire dal 1978, Emilio partecipa a mostre estemporanee e collettive dove riceve riconoscimenti e premi (tra il primo e il quinto). Nel 1981, vince il premio Gandosso, nella cui giuria figurava il critico Raffaele de Grada e il premio Pace a Mosca. Successivamente, Emilio passa alle mostre personali che allestisce in spazi espositivi importanti: a Olbia (Sassari) nel 1996, a Bergamo nello Studio Fioretti e a Brescia nello Studio de Clemente nel 1997, a Milano nella Galleria “La Nuova Sfera” nel 1998 e all’estero in Austria, Germania e Svizzera.
Ma non è tutto, le sue opere figurano in raccolte di musei italiani e stranieri: Pinacoteca d’Arte Contemporanea a Ruffano (Lecce), Museo d’Arte Contemporanea di Alessano (Lecce), Museo Mariano di Comacchio, Shariah Art Museum negli Emirati Arabi Uniti e Museum of the Royal House of Portugal; nel 1997, Emilio riceve il Premio Europeo per la Pittura al Casinò Municipale di Venezia dalla Comunità Europea con il patrocinio dell’Enit, Ente Nazionale Italiano per il Turismo.

Artisticamente Belotti è vicino al «Metaformismo», un nuovo metodo di lettura critica rivolto all’astrattismo contemporaneo che da’ la totale libertà d’azione nei confronti della visione classica pittorica.

Attualmente, Emilio Belotti vive e lavora a Seriate (Bg), ed è docente di Disegno e Storia dell’Arte negli istituti superiori di Bergamo.

Info utili:

La mostra «Ultima Cena di Moroni  – Studi di Emilio Belotti» si potrà visitare fino al 7 ottobre nella Sala Alberti del Macs in Piazza Fiume a Romano di Lombardia il sabato e i festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Poi l’esposizione si trasferirà a Palazzo Storico Credito Bergamasco sarà visitabile dal 16 novembre al 14 dicembre.

 

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