Dove ho sbagliato, Signore? Gli adolescenti, i peccati, la confessione

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La chiesa di Grumello del Monte resta aperta la notte, in attesa della festa 

La festa del paese

Venerdì 19 ottobre 2018. La comunità di Grumello del Monte sta vivendo l’attesa per la festa della Madonna del Voto, una ricorrenza che vede sempre una grande presenza di persone nella nostra comunità, insieme a tanta preghiera. È l’occasione per sostare in silenzio di fronte alla Vergine Madre, alla quale nel lontano 1898 i grumellesi si rivolsero facendo voto di onorare la Madonna ogni anno con una solenne processione qualora Ella avesse concesso il raccolto necessario al loro sostentamento, in un tempo nel quale calamità naturali parevano impedire di raccogliere i frutti della terra faticosamente coltivati.

Confessioni comunitarie. Ci sono anche gli adolescenti

Per la sera del venerdì sono in programma le confessioni comunitarie e quelle degli adolescenti. Io, come curato dell’oratorio, ho il compito di preparare la confessione dei ragazzi con una breve introduzione, con qualche spunto per l’esame di coscienza, con una preghiera da lasciare per la lettura dopo la confessione. I ragazzi che solitamente sono presenti al gruppo adolescenti ogni venerdì sera sono circa 120. Alle confessioni si presentano circa quaranta adolescenti. Del quarto anno, l’ultimo del gruppo adolescenti, incontro una persona, del terzo un paio di ragazzi, qualcuno in più del secondo anno e la maggior parte dei presenti sono i ragazzi del primo anno delle superiori, quelli che, in terza media, hanno ricevuto la Cresima solo qualche mese fa. Almeno i più piccoli rispondono alle sollecitazioni degli educatori e partecipano: mi guardano con l’aria funerea di chi si chiede perché non ha risposto sul gruppo whatsapp di aver avuto un improvviso mal di pancia, ma ascoltano.

Iniziamo le confessioni. Ho invitato i ragazzi a non fare l’elenco della spesa con i peccati, ma ad entrare in profondità per riconoscere tutti i gesti, le parole e i pensieri di non-amore  che hanno caratterizzato il tempo trascorso dall’ultima confessione, per molti risalente a quella pre-Cresima. Chiedo poi di essere seri nel porsi la domanda sul loro rapporto con Dio e su quanto stanno vivendo a livello di fede dopo il dono dello Spirito Santo. Sono bravi. E sinceri.

“Don, la messa della Cresima per me è stata l’ultima…”; “sono venuto due domeniche dopo la Cresima, poi basta… non ho più voglia.. il mio rapporto con Dio si sta spegnendo”: “don io ho fatto la Cresima perché mi hanno obbligato, come stasera a venire a confessarmi… per me dovremmo essere liberi”. Qualcuno è dispiaciuto per non essere riuscito a mantenere le promesse fatte gli scorsi anni a proposito della fede. Certo, non manca chi vive ancora un intenso cammino di fede, pur tra tante fatiche, ma sono pochi, pochissimi. Per tutti cerco di avere una parola di incoraggiamento. Fine confessioni.

E io prete, dove ho sbagliato?

Partecipo all’ultima parte del direttivo del CSI di Grumello che ha un ordine del giorno impegnativo. A mezzanotte rientro in stanza. Esame di coscienza. Lo faccio ogni sera. Dove ho sbagliato, Signore? Sarebbe troppo facile dire che se i miei ragazzi fanno così fatica a custodire la relazione con Dio è colpa loro, così come sarebbe altrettanto facile riversare tutte le colpe sulle famiglie e sulla società (peraltro, non siamo forse anche noi la società?). Loro faranno il loro esame di coscienza, certamente, ma io faccio il mio. Forse la mia testimonianza di vita non è efficace, non riesco a trasmettere la bellezza di un incontro con Colui che riempie di senso la vita, forse vedono un prete sempre preso da tante cose da fare e che non si ferma a dire Dio anche solo con una chiacchierata, con uno stare con loro che traduca la cura di Dio per i suoi figli.

Mi porto dentro la domanda: dove ho sbagliato Signore? Non mi deprimo, ho fatto e faccio tante volte esperienza della benevolenza di Dio nei miei confronti. Quante volte mi regala gioie inattese! Allora mi rivolgo a Lui… col suo aiuto proseguo il cammino. Con i miei ragazzi.

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3 commenti

  1. Mario Guerci on

    Caro don, non hai colpe. Semplicemente oggi le coscienze si (de) formano su Facebook e altri social media e pratiche comunicative wsappiste. Tutto qui. Come ripensare la pastorale giovanile in questo contesto… beh aspettiamo indicazioni da chi governa la chiesa.

  2. silvana messori on

    Lo sa, don Alberto, che il suo interrogarsi, mi ha dato una stretta al cuore ed il perché alle sue domande, è certo per la responsabilità di avere queste anime bianche affidatele da Dio, ma la certezza che come Creature di Dio, hanno già nel loro profondo, ciò che deve essere solo portato alla luce! La stretta al cuore è perché fanno così presto, nelle loro fragilità di adolescenti, a prendere strade che li portano lontano da quel mondo di adulti che vogliono mettere alla prova…per sentirsi amati per quelli che sono! Ecco ci mettono alla prova e confrontano ciò che un genitore desidera al posto loro, e ciò che invece loro stessi vorrebbero fosse fatto per loro! La sua giovane età, anche se le differenze generazionali diventano sempre più vicine negli anni, le farà ricordare ciò che dentro di sé impediva un passo, e ciò che invece dava forza alla volontà di proseguire un percorso! Oggi i nostri ragazzi hanno ogni cosa desiderino, ma non sanno valutarne l’importanza del valore di quella cosa! Provare a stuzzicare la loro fantasia, che ha come sottofondo il cercare di farsi un amico, Gesù,(anche senza nominarLo) che può essere compagno di giochi, come di passioni, come di ribellione e che la Sua amicizia non mancherà mai in qualsiasi circostanza, anche se si allontanano dalla parrocchia, anche se decidono di attraversare strade pericolose, ecc. perché Lui sarà sempre lì ad aspettarli nell’abbraccio della Sua infinita ed incomparabile amicizia! A volte i nostri ragazzi, hanno necessità di avere più spazio… meno imposizioni e più tempo per scegliere senza essere colpevolizzati ed additati come degli appestati ed attorno a loro degli adulti credibili! Buon cammino ed un forte abbraccio a tutti.

  3. Fabio Baldelli on

    Non hai sbagliato nulla, don Alberto, in merito a quello che scrivi (almeno in quel che capisco). Ti chiedo solo di non cadere nel peccato di “superbia”, ricordandoti che la maggioranza non seguì e non capì Gesù…fai l’esame di coscienza, chiediti dove hai sbagliato, ma non concludere che dipenda quasi tutto da te, perchè se “non ce l’ha fatta” Gesù…Sereno, solo non sbagliare a dimenticarti che la tua vocazione è portare il Signore a chi incontri

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