Enzo Bianchi: «Il discernimento, parola difficile e urgente. Affiancare i giovani nell’arte di scegliere»

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Discernimento: Enzo Bianchi, “parola ermetica per i giovani, ma per il Papa è operazione urgente nella vita della Chiesa”. “Agli orecchi dei più, e in particolare a quelli delle nuove generazioni cristiane, il termine ‘discernimento’ risulta ermetico. È infatti una parola caduta nell’oblio, ma che recentemente appare spesso nell’insegnamento di Papa Francesco”.

Lo scrive il fondatore della Comunità di Bose e padre sinodale, Enzo Bianchi, nell’introduzione al libro “L’arte di scegliere. Il discernimento” (Edizioni San Paolo), pubblicato in occasione del Sinodo dei vescovi dedicato al tema “Giovani, vocazione e discernimento” e in libreria da domani.

Papa Francesco – segnala Enzo Bianchi – indica il discernimento come “operazione urgente nella vita della Chiesa e soprattutto nel processo vocazionale, riguardante in modo particolare i cristiani che nella loro età giovanile approdano a una forma di presenza specifica nella Chiesa e nel mondo”.

Riconoscere la voce di Dio in mezzo a tante

Partendo dalla definizione comune di discernimento (“un’operazione, un processo di conoscenza, che si attua attraverso un’osservazione vigilante e una sperimentazione attenta, al fine di orientarci nella nostra vita, sempre segnata dai limiti e dalla non conoscenza”), il padre sinodale lo contestualizza nella vita del cristiano. “Il discernimento cristiano – spiega – non è riducibile a un metodo e a una tecnica di introspezione, di maggiore conoscenza di sé, ma è un itinerario che richiede l’intervento di un dono dello Spirito, di un’azione della grazia”.

E porta ad “ascoltare lo Spirito, ascoltare la voce di Dio che parla nel cuore umano, nella creazione e negli eventi della storia, richiede di riconoscere innanzitutto questa voce tra tante voci, nella consapevolezza che la voce di Dio non si impone, non comanda, ma suggerisce e propone, anche con un sottile silenzio”.

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