La Chiesa di Bergamo multiculturale: ogni domenica la Messa celebrata in otto lingue

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È evidente: la Chiesa di Bergamo è sempre più multiculturale e plurilinguistica. Non è solo una questione di numeri e di presenze di fedeli cattolici d’origine straniera (vedasi questo articolo), ma anche di iniziative pastorali intraprese a livello diocesano o delle singole parrocchie.

LE COMUNITA’ DI ALTRA MADRELINGUA

Innanzitutto, praticamente ogni domenica, non è più solo in lingua italiana che vengono celebrate le Messe sul territorio diocesano. Sono ben otto le comunità di altra madrelingua che si ritrovano in altrettante diverse chiese per celebrare la funzione domenicale nella propria lingua e secondo la propria tradizione culturale.

Oltre alla Messa in lingua spagnola per i tanti fedeli latinoamericani che si celebra sin dal 2004 a San Lazzaro, con cadenze settimanali differenti, si ritrovano anche gli africani di lingua francese, quelli di lingua inglese, i filippini (celebrano in tagalog e inglese), gli srilankesi di lingua cingalese e quelli di lingua tamil, gli eritrei e gli ucraini.

Grazie a queste ultime due comunità, la Bergamasca ha scoperto anche la differenza dei riti cattolici: non più solo il rito romano o quello ambrosiano delle parrocchie vicino a Milano, ma anche quello jeez degli eritrei e quello greco-cattolico degli ucraini.

LA GIORNATA MONDIALE DEI MIGRANTI E DEI RIFUGIATI

Dall’ultima indagine diocesana sul tema è emerso che le Parrocchie sono sempre più attente al fenomeno migratorio. Basta pensare che nel 2009 nessuna Parrocchia dichiarava di celebrare la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, mentre nel 2016 sono 63 quelle che l’hanno celebrata. Altre 14 preferiscono organizzare una festa interculturale durante l’anno, 31 invece valorizzano l’Epifania e altre 8 la Pentecoste. Sempre più Parrocchie, insomma, cercano di valorizzare iniziative o momenti particolari dell’anno liturgico che sanno coinvolgere gli stranieri residenti.

IL PROTAGONISMO DEI MIGRANTI

Quest’attenzione sembra favorire anche l’inclusione dei migranti in Parrocchia. Sempre secondo l’indagine diocesana condotta dall’Ufficio per la Pastorale dei Migranti si rileva un aumento degli stranieri nei vari gruppi parrocchiali: si è passati da 252 stranieri volontari nel 2013 ai 406 del 2016. Società sportiva, oratorio e volontariato sono i gruppi parrocchiali dove è più facile vederli impegnati, tuttavia è in crescita la loro presenza anche tra i catechisti (in 25 parrocchie) e nel coro (in 24 realtà).
L’ultima ricerca promossa dalle sezioni Migrantes lombarde e realizzata dall’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo (“Di generazione in generazione”, edito da Vita&Pensiero, settembre 2018), però mette in guardia da un rischio: “Forse gli immigrati sono considerati più “oggetti” dell’evangelizzazione che “soggetti protagonisti” della stessa” si legge nel report, ricordando la scarsa presenza degli stessi nei Consigli pastorali parrocchiali, nei Consigli per gli affari economici, così come in tutti gli altri gruppi parrocchiali. L’invito è quindi a non limitarsi all’accoglienza, ma valorizzare i fedeli cattolici di origine straniera.

(Foto d’archivio della comunità africana francofona diocesana, che si ritrova a Seriate)

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