La Chiesa, i peccati, gli scandali

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“La Chiesa traballa” ha fatto notare Corrado Augias, nella sua trasmissione “Quante Storie” di Rai 3 in una intervista a Andrea Riccardi di qualche giorno fa. Per la verità Augias la fa traballare spesso. Ma stavolta ne aveva qualche motivo in più. Il riferimento era al doloroso capitolo della pedofilia. Di questo gran traballare tu che idea ti sei fatta? Un mio amico prete che ha tendenze spiccatamente apologetiche dice che la Chiesa ha sempre traballato. Ma mi sembra un po’ facilona l’affermazione… Daniele

Non intendo, caro Daniele, fare un’apologia facilona, ma aiutare me stessa e ogni lettore a vedere che la debolezza e il peccato, (persino lo scandalo) che da sempre caratterizzano la Chiesa, non possono sgretolarne le fondamenta.

La Chiesa traballa

La Chiesa non traballa solo negli odierni contesti, ha sempre traballato! Le sue fondamenta, tuttavia, sono in Dio, al quale appartiene. Lui la custodisce, facendola crescere in santità e nella carità, secondo i suoi tempi e i suoi strumenti, nonostante pesantezze e contraddizioni. Quale vaso di creta, essa è depositaria di un dono di grazia grandissimo elargito dall’accondiscendenza di Dio.

Non meravigliamoci delle sue contrapposizioni e dei suoi molti peccati, ma diamoci da fare, rimboccandoci le maniche per dare il nostro personale e specifico contributo affinché il popolo santo di Dio viva, anche grazie al nostro apporto, con più coerenza e in santità di vita e la Chiesa, sposa di Cristo, divenga sempre più bella. Il resto, peccati e scandali compresi, lasciamoli nelle mani di Dio.

Non intendo, tuttavia, giustificare, per nessun motivo, le gravi immoralità e le corruzioni venuti alla luce in questi ultimi tempi che sfigurano il volto dell’intero Coro di Cristo offuscando la rivelazione dell’Amore di Dio, ma invitarti a guardare più in profondità e a scorgere che la Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica, per dono e per grazia.

Scandali e peccati. Ma “le sue fondamenta sono sui monti santi”

Sin dai primissimi tempi, essa ha conosciuto luci e ombre, peccato e grazia. Basta dare un occhiata alla sua storia per renderci conto che la fragilità, la contro-testimonianza, il peccato e perfino gli scandali non sono mai stati esenti “ad extra” quanto “ad intra”, oscurandone la luce della santità. Non dobbiamo nascondere che essa  è debole, fragile e peccatrice, soggetta a tutto ciò che caratterizza la natura umana; tuttavia, le sue origini non sono umane, quanto divine, come dice il salmo 86 “Le sue fondamenta sono sui monti santi”.

Il catechismo della Chiesa Cattolica al numero 770 sottolinea che la Chiesa, nostra madre “è nella storia, ma nello stesso tempo la trascende. È unicamente «con gli occhi della fede» che si può scorgere nella sua realtà visibile un realtà contemporaneamente spirituale, portatrice di vita divina”.

La consapevolezza di questa grande realtà ci aiuti a guardare con stupore, rispetto e amore, oltre le sue piaghe ancor oggi purulente, e contemplare in essa quella sposa che discende dal cielo, bella come il suo sposo, pregando affinché il limite e il peccato non si trasformino in ostinato rifiuto di Dio e dei fratelli così tutti possiamo esclamare con papa Francesco: “Peccatori sì! Corrotti no!”.

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