Don Matteo, nuovo inizio a Loreto: #oratiracconto. Le parole d’ordine: condivisione, preghiera e aiuto

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Pronti, partenza, via! Inizia un nuovo cammino per tutti con il nuovo anno, ma soprattutto inizia un nuovo cammino per un sacerdote che cambia parrocchia come don Matteo, il nuovo curato della parrocchia di Loreto. Una nuova avventura che, passo dopo passo, prenderà forma.
“Di sicuro, per un sacerdote, entrare in una nuova comunità richiede l’atteggiamento dell’ascolto. –racconta don Matteo- La consapevolezza di arrivare in una comunità già avviata, con una sua storia, con i suoi ritmi e le sue attività domanda la capacità e il desiderio di mettersi in ascolto. In ascolto dei predecessori che hanno condiviso, da preti, il cammino della parrocchia. In ascolto degli altri sacerdoti in servizio. In ascolto della comunità stessa, dai bambini agli anziani, da chi ti parlerebbe per ore a chi solo col tempo ti racconterà qualcosa di sé. In ascolto del Signore che in quella nuova realtà ti chiama e ti parla”. Un ascolto che diventa parte fondamentale del percorso iniziato a settembre, soli due mesi fa.
“Per descrivere questi primi due mesi uso l’immagine del treno in corsa. Ho avuto la sensazione di esser salito su di un convoglio avviato, in cui salgo da aiuto-macchinista, ma senza conoscerne il treno e gli altri passeggeri. –spiega don Matteo- Sto cercando di orientarmi e conoscere, ma intanto la locomotiva corre. Questo per dire un po’ il senso di spaesamento. Una cosa che ho imparato nei miei primi sei anni da prete è di non fare le cose da solo, ma cercare di coinvolgere la gente. Ora, quindi, ho bisogno di conoscere le persone per costruire qualcosa. Prima si costruiscono le relazioni e poi verranno le attività, anche se molte cose devono già partire perché il treno corre”. Il treno corre su dei binari saldi come salde solo le linee guide che devono guidare una comunità.
“Mi immagino un cammino che abbia a che fare con le parole condivisione, preghiera e aiuto. –prosegue don Matteo- Condivisione perché spero che il mio passaggio in questa parrocchia possa davvero essere un’occasione di cammini condivisi, con gli altri preti e con la gente. Spero che nelle attività della parrocchia le persone si sentano corresponsabili, attori di un progetto condiviso. Preghiera perché mi piacerebbe diventare uomo di preghiera, che aiuta a pregare. Se sono qui a Loreto come curato, lo devo a Dio che mi ha donato la mia vocazione e questa comunità Tutto va restituito a Lui. Aiuto perché spero di essere d’aiuto al cammino di fede dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti, dei giovani, delle famiglie e degli anziani. Aiuto anche nel senso che vorrei essere aiutato nel mio essere prete dalla comunità, un aiuto reciproco secondo i personali talenti di ciascuno”.
Condivisone, preghiera e aiuto sono le parole con cui don Matteo descrivere il suo futuro cammino con la comunità di Loreto e nella sua mente c’è anche un’immagine che spera possa rievocare il tragitto: “Penso a una bella camminata in montagna. Faticosa, fatta insieme ad altri e dove sono meravigliosi non solo il panorama in cima al monte, ma i molti punti del cammino quando ci si ferma a contemplare. Spero che di me rimanga il ricordo di un prete amico di Gesù e che il mio ricordo non sia mai di ostacolo alla fede o al cammino in parrocchia di nessuno. Comunque sono appena arrivato, non fatemi pensare già ad andare via”.

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