I focus group nelle parrocchie: con il Progetto Young’s continua la riflessione sul mondo giovanile

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Dopo più di un anno di lavoro e di ascolto dei giovani, il progetto Be Young’s incomincia a cogliere i primi frutti di quanto seminato fin ora. A partire da finire novembre, su proposta del Vescovo Francesco, le parrocchie saranno chiamate a riflettere riguardo alla presenza e al coinvolgimento dei giovani nella comunità parrocchiale grazie ai focus group.  Come si legge nella lettera pastorale “Uno sguardo che genera”, i focus group sono “un’esperienza – segno che coinvolge fondamentalmente gli adulti delle nostre comunità” in cui si partirà “dalla interpretazione delle risposte emerse dall’ascolto dei giovani per giungere a narrare e rappresentare la propria vita nella prospettiva vocazionale”.
“I focus group sono stati proposti per due ragioni – spiega don Emanuele Poletti, direttore dell’Upee -. La prima è quella di dare una possibilità di rilettura agli adulti provando a riflettere su ciò che Dio ci comunica tramite i giovani. La seconda è l’educare noi stessi. Noi adulti abbiamo bisogno di allenarci per recuperare il discernimento vocazionale perché la vita è molto più di un semplice progetto. Dio, la realtà e le persone ci interpellano e chiedono di entrare in relazione con noi”.
La proposta sarà rivolta agli adulti di tutte le parrocchie e sarà strutturata in maniera tale da affrontare un blocco tematico a serata per un totale di quattro incontri intitolati “Approcci alla vita: tra flessibilità e fedeltà”, “Condizioni di vita: tra fragilità e cura”, “Prospettive di vita: tra isolamento e legami” e “Orizzonti di vita: tra pluralismo e scelta di fede”. Per i focus group sono consigliati gruppi eterogenei di adulti con storie differenti per avere un riscontro più ampio ed efficace. Ogni serata sarà introdotta da un brano tratto dal vangelo di Luca e proseguirà con l’esposizione di quanto raccolto nella fase di ascolto del progetto Be Young’s. Durante questi incontri sono previsti momenti di riflessione e di confronto sugli argomenti emersi e proposti. “Gli argomenti trattati –prosegue don Emanuele- saranno suddivisi in quattro nuclei tematici. Il primo prenderà in analisi il rapporto tra flessibilità e fedeltà cercando di capire quale sia il giusto equilibrio tra una società che richiede flessibilità e una chiesa che chiede fedeltà. Il secondo tratterà della fragilità e della cura in un mondo considerato fragile, ma allo stesso tempo non bisognoso di cure. Il terzo blocco si concentrerà sull’isolamento e i legami. La società spinge all’individualismo, ma la vita ci chiede di relazionarci. Anche qui ci siamo chiesti quale sia il giusto equilibrio per affrontare una simile situazione. Il quarto e ultimo nucleo vede come protagonisti il pluralismo e le scelte. Viviamo in un mondo ricco di fedi e di religioni, sembra che una valga l’altra, ma non è così. C’è una fede buona e bella che ti viene proposta”.
Il primo focus group è in programma giovedì 29 novembre presso la parrocchia di Scanzorosciate a cui sarà presente anche il Vescovo Francesco. Per condividere quanto emergerà dai focus group della propria parrocchia o chiedere il supporto di un facilitatore durante gli incontri basterà scrivere all’indirizzo mail sinododeigiovanibg@gmail.com.

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