C’era il Sinodo, ma i giovani (molti) non lo sapevano. Raggiungerli è una bella sfida

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Ventisei no su trentaquattro persone intervistate, venti-trentenni, scelti a caso tra studenti e passanti per le vie di Città Alta. Il 76% dei giovani a cui è stata rivolta la domanda “Sai che si è appena concluso il Sinodo dei giovani?” ha risposto di no. Dovrebbe bastare questo dato per capire che tipo di impatto potranno avere i risultati dell’ultimo Sinodo. Un risultato da cui non si può far altro che prendere spunto per un’ulteriore riflessione.
Il Sinodo preparato da oltre un anno nei minimi dettagli non ha avuto una grandissima presa sui diretti interessati. È un dato di fatto. Papa Francesco ha pazientemente ascoltato giovani provenienti da tutto il mondo, ha chiesto a ogni diocesi di raccogliere materiale da poter analizzare durante il Sinodo, ha radunato i giovani al Circo Massimo chiamandoli a sé da tutta Italia e ha spalancato le porte del dibattito a giovani, esperti e sacerdoti impegnati nell’ambito giovanile per comprendere fin a fondo la tematica, ma, stando a quanto abbiamo riscontrato “sul marciapiede”, con un sondaggio a campione (per quanto ovviamente limitato) ha raggiunto solo una fetta degli interessati (nel nostro caso, il 24%) . Sarebbe folle – ovviamente – prendere alla lettera i dati di una rilevazione così piccola, colpisce però aver ricevuto così tanti no, e ci si può chiedere come raggiungere, in futuro, anche questa parte del mondo giovanile. Dietro le risposte negative si nascondono molteplici storie, ci sono gli atei, quelli che semplicemente non si informano, ma anche alcuni che si dichiarano credenti ma non erano al corrente del Sinodo. Qualcuno di loro non sa nemmeno cosa sia un sinodo: “Non so cosa sia, ma credo sia qualcosa che riguardi il cristianesimo” risponde un ragazzo di 19 anni.
L’altra faccia della medaglia sono i sì, coloro che sapevano del Sinodo appena conclusosi. Degli otto giovani intervistati solo una ragazza è stata colpita dalle notizie dell’evento. Gli altri sette erano al corrente di ciò che stava accadendo a Roma nel mese di ottobre, ma nessuno di essi si è informato a riguardo o è stato raggiunto da informazioni attinenti al Sinodo. In alcuni di loro si nota anche una nota di leggera delusione. “Ho letto qualche articolo riguardo al Sinodo, ma nessuna notizia mi ha colpito in modo particolare” risponde un ragazzo di 24 anni quasi per far capire che, forse, dal Sinodo dei giovani si aspetta altro.
Per quanto limitato, ovviamente, il nostro sondaggio qualche spunto di riflessione può offrirlo: c’è molto da fare per tradurre nella concretezza della vita quotidiana delle comunità e della Chiesa i frutti delle fatiche e delle riflessioni che il Sinodo dei giovani ha sviluppato, con la consapevolezza che non sarà facile. “Ciò che mi ha colpito di più è l’ascolto – dice una degli intervistati, una ragazza di 17 anni -. I giovani sono ascoltati dalla Chiesa e possono trovare in essa un punto d’incontro”: la sua risposta rappresenta un invito continuare a credere nel lavoro svolto sin ora. Gli altri, in fondo, sono solamente giovani da raggiungere.

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1 commento

  1. silvana messori on

    Finché non si percepisce in modo capillare che certi incontri importanti a tutti i livelli, non sono per soli addetti ai lavori, che non si ci senta accolti a qualsiasi età, figuriamoci per quella considerata la categoria dei giovani, le percentuali di interesse e non solo fra le nuove generazioni, saranno sempre più al ribasso! Papa Francesco ha dato modo di vedere e approfondire argomenti in modo collegiale istituendo Sinodi ad hoc, ma per vederne i risultati, occorre affrontare le problematiche in cambio di mentalità e di approccio che non tutti i Prelati favoriscono! Il tempo darà modo di cogliere le opportunità che questo nuovo modo di procedere da a qualsiasi cristiano cattolico, ma soprattutto ai tanti battezzati e non più credenti nella Istituzione “Chiesa”, allargando poi il raggio di azione anche , in coloro ritenuti “estranei” come li interpretò il Card. Martini.

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