I cinque euro del piccolo Achille per salvare i boschi: un gesto piccolo, ma dirompente

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Cinque euro per ripiantare i boschi: è il dono di Achille, un bambino di nove anni che ama la natura. Tutti i suoi risparmi per un albero, perché da grande sogna di fare la guardia forestale e le immagini dei tronchi a terra gli hanno spezzato il cuore.
E’ un atto piccolo e semplice, ma allo stesso tempo prezioso. Ha in sé qualcosa – altri lo hanno già detto – di puro e generoso, che ricorda in filigrana l’episodio evangelico dell’obolo della vedova. Nella sua lettera Achille ha raccontato le motivazioni del suo gesto: ”Ho nove anni, abito a Mira (Venezia) mi piace molto andare in montagna e siccome mi dispiace per quello che è accaduto vorrei rivedere montagne con i boschi perché da grande mi piacerebbe entrare nel corpo forestale. Vi dono un aiuto con i miei risparmi”. La lettera è stata protocollata dal Comune di Rocca Pietore (Belluno), località ai piedi della Marmolada, epicentro del maltempo che ha colpito la montagna veneta. Nel disegno del piccolo si vedono le montagne tutte verdi (come gli piacerebbe che fossero) con gli alberi, le malghe, un torrente, l’elicottero che sorvola la zona come una specie di angelo custode. “Caro Achille, non ti sappiamo dire quanto siamo commossi da questo tuo grande gesto! – scrive “Progetto Rocca Pietore” su Facebook -. Il tuo cuore è grandissimo! Spero ti arrivi il nostro messaggio e che tu possa metterti in contatto con noi al più presto”.
Mentre sui social network è già partita la corrente negazionista che vorrebbe dipingere i danni causati dal maltempo ai boschi come “una fake news” perché “i tronchi tutti uguali sembrano dell’Ikea”, Achille con la spontaneità e l’ingenuità tipica dei bambini ha saputo ricordare agli adulti quanto sia bello e dirompente mettere se stessi a servizio di una causa, dare tutto per un valore in cui si crede profondamente. Come dire che anche quando realizzare un sogno sembra impossibile, anche quando il tempo è cupo e l’oscurità intorno sembra impenetrabile, è sempre meglio “accendere un fiammifero che maledire il buio”, oppure per usare una frase di Papa Francesco, scendere dal divano e mettersi le scarpe.

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