La storia di San Martino: soldato, monaco e vescovo. La devozione nelle parrocchie bergamasche

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San Martino di Tours è uno dei santi più venerati nel cattolicesimo. La sua santità e carità vissute come soldato, monaco e vescovo hanno varcato i secoli. Nella nostra diocesi sono a lui dedicate la stupenda basilica di Alzano Maggiore e le chiese parrocchiali di Adrara, Calolzio, Cenate, Entratico, Gandellino, Gorno, Nembro, Piazza Brembana, Sarnico, Sovere, Torre Boldone.

Il soldato Martino

Martino nasce verso il 317 in Pannonia (l’attuale Ungheria), nella città di Sabaria (l’attuale Szombathely). Il padre è un alto ufficiale romano e chiama Martino il figlio in onore di Marte, dio della guerra. Sogna di ritirarsi nel deserto come eremita, ma il sogno si infrange a causa di un editto imperiale che ordina l’arruolamento dei figli dei veterani militari. Malgrado le proteste, Martino viene consegnato dal padre ai militari. Rimarrà nell’esercito per venticinque anni, diventando membro della guardia imperiale. I commilitoni lo deridono perché tratta il suo schiavo come un fratello e non trascorre il tempo libero in gozzoviglie. Nei pressi di Amiens, nel 335 avviene l’episodio più famoso: un povero intirizzito gli chiede l’elemosina. Non avendo soldi con sé, il santo taglia il proprio mantello con la spada, donandone una metà al povero. Durante la notte, Martino ha un sogno: vede Gesù Cristo coperto dal suo mantello. A causa della pressione dei Barbari ai confini settentrionali dell’impero, la guardia imperiale viene inviata nei pressi della città tedesca di Worms. Martino chiede il congedo, perché un soldato di Cristo non deve versare il sangue dei fratelli. Adirato, l’imperatore gli dà del codardo. Martino respinge l’accusa: è la sua fede a dettargli il rifiuto. Viene incarcerato, poi liberato e congedato perché i Barbari presentano con proposte di pace.

Monaco e vescovo

Martino può così avvicinare le comunità cristiane di diverse città tedesche. Poi torna in Gallia, a Poitiers, dove conosce il vescovo Ilario, che propone al santo di diventare diacono. Poi torna a Sabaria per congedarsi dai genitori, per poi raggiungere infine Poitiers, dove conduce vita eremitica e viene ordinato sacerdote. Tempo dopo, una delegazione di Tours gli propone di diventare vescovo della città. Il santo rifiuta, ritenendosi indegno e non volendo abbandonare la vita eremitica, poi è costretto ad accettare su pressione delle folle. La sua attività episcopale è da vescovo monaco e soldato: lotta a paganesimo e superstizioni, difesa della dottrina contro le eresie, costruzione di chiese e monasteri, visite frequenti alle popolazioni. La vita episcopale è tappezzata da guarigioni, eventi miracolosi, abbattimenti di idoli e simboli pagani e anche da attentati, ma riesce sempre a salvare la vita.

Martino muore l’8 novembre 397 mentre è a Candes per dirimere discordie. Sul possesso del suo corpo si scatena una contesa fra Poitiers e Tours. La casa dove è custodito il corpo viene guardata a vista. Però gli abitanti di Tours riescono a trafugarne il corpo per i funerali e la sepoltura.

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