L’arte come generatore di bellezza alla cooperativa Castello di Trezzo. Il potere di uno sguardo diverso sulla disabilità

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Quanto potere c’è in uno sguardo? Paola Ponzoni dice solo poche parole, preferisce osservare il mondo dal suo angolo, in silenzio, con un sorriso appena accennato. Nei suoi disegni, però, c’è tutta l’emozione che come un’onda si muove nel suo cuore.  La matita è il suo strumento d’espressione prediletto e lo ha trovato quasi per caso al Cse di Capriate della Cooperativa Sociale Castello di Trezzo Sull’Adda. L’ha scoperto con la guida di un’insegnante d’arte, Simona Ginestri, che da quasi vent’anni cura il laboratorio «Handic…a…pArte» per la cooperativa. I ritratti di Paola partono spesso da un dettaglio: un orecchio, un occhio, la curva delle labbra o del naso. Il suo tratto ha qualcosa di potente, di primordiale, una forza originaria vicina a quella dei totem africani. I suoi “modelli”, spesso un po’ scettici, restano sorpresi dalla precisione con la quale lei  riesce a cogliere i tratti della personalità. Il segno di un flusso di comunicazione che va al di là delle parole, e smuove materie più profonde. Lei smonta così i pregiudizi sull’autismo, con le sue piccole opere d’arte. Lo ha fatto, il mese scorso, con una mostra ospitata all’Info point di Crespi d’Adda, che ha riscosso apprezzamento e successo in moltissime persone. Ma continua ogni giorno con la sua presenza al Cse, accanto ad altri come lei che attraverso l’arte infrangono barriere e pregiudizi, usando i colori come scalpelli. Nel laboratorio di Trezzo, nella sede della cooperativa, ci sono pennelli, tempere, matite, pennarelli, legno, stoffe, carta, strani manichini, pagine di vecchi libri usati in attesa di cominciare la loro “seconda vita”. C’è tutto un mondo che aspetta solo di emergere, prendere forma, senza sapere mai che fine farà: “sta iniziando il flusso – dice un cartellone – aprite gli ombrelli che si tingono di rosso, il colore del cuore”. Simona crea un ambiente accogliente, nel quale possano trovare posto e luce i talenti di ognuno. È un luogo pieno di vita, dove non conta solo l’arte in sé come esercizio pratico, ma l’incontro tra le persone e la comunicazione che gli oggetti possono creare attraverso la bellezza: è questa la chiave di un lavoro quotidiano paziente e fertile che porta sorrisi, felicità, amicizia. La bellezza, si sa, si diffonde per contagio, quando si riesce a farla emergere finisce per generarne altra, ancora e ancora, allargando il cerchio di partecipazione a una comunità più ampia. È quello che accade, per esempio, con il mercatino di Natale che apre in questi giorni, con la collaborazione di moltissimi volontari spinti dal desiderio di sostenere le attività di inclusione svolte dal Cse. Il tema di quest’anno è “Rosso Natale fatto da noi”, l’apertura (in via Carcassola 4, info su www.coopsocialecastello.it) è sabato primo dicembre alle 15, poi si potrà visitare da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Ci sono i lavori di Paola e degli altri ospiti: disegni, oggetti, accessori, borse di stoffa e molto altro. Sono regali con un valore aggiunto, che serviranno non solo a donare gioia a chi li riceve ma a sostenere questo “circolo virtuoso” di promozione umana, e a gettare uno sguardo su una realtà che valorizza le persone per ciò che sono e ciò che hanno da offrire, oltre pregiudizi e stereotipi.

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