Perdersi in un mondo di giochi: un giorno a Lucca Comics and Games

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La prima volta non si scorda mai, soprattutto se si parla di Lucca Comics and Games, l’evento dedicato a fumetti e giochi più famoso d’Italia. I numeri parlano chiaro: 251.000 sono i biglietti venduti per questa edizione, la seconda più partecipata di sempre nonostante il tempo avverso.
La nostra avventura a Lucca Comics and Games è iniziata di buon’ora, o meglio, all’orario di apertura della giornata di venerdì 2 novembre. Partendo da una bagnata Japan Town e da un tuffo nei ricordi tra le action figures di Drangon Ball, il nostro tour è proseguito come un cammino verso la metà più ambita: il padiglione Lucca Games. Lungo il tragitto, durato tutto la mattinata, non potevano mancare le inevitabili visite agli altri padiglioni. Playstation e Nintendo sono stati in grado di creare code interminabili fuori dai propri stand con le prove dei nuovi videogiochi di Spider-Man per Playstation 4 firmato Marvel e Super Smash Bros Ultimate per Nintendo Switch. Padiglioni enormi sono stati dedicati all’ambito fumettistico dove, tra i tanti colossi giapponesi ormai affermati nel panorama mondiale, hanno spiccato anche molti fumettisti italiani tra cui Sio e Zero Calcare. Dopo il successo di Infinity War, non poteva mancare un padiglione dedicato alla Marvel. Tra vere e proprie statue di Iron Man e Capitan America, i fan hanno potuto indossare il guanto di Thanos con le gemme dell’infinito, lo scudo del celebre Cap e la maschera di Black Panther. Un vero peccato che il martello di Thor fosse solo da esposizione.
Proseguendo verso il padiglione di Lucca Games c’è stato anche il tempo per una tappa al pullman della Polizia di Stato. Nessun arresto, solo un percorso di prova indossando degli occhiali che simulano lo stato d’ebbrezza. La prova consisteva nel completare il tragitto rispettando la segnaletica con due livelli di ebrezza, prima basso e poi alto. Inutile dire che gli occhiali hanno messo a dura prova il nostro equilibrio.
Per quanto riguarda i cosplay a questa edizione non c’è stato un tema predominante. Nonostante i molti cosplay a tema Marvel, i fan si sono distribuiti equamente interpretando i protagonisti delle loro serie preferite da My Hero Accademia a Haikyu – L’asso del volley fino ai più nostalgici che hanno richiamato cartoni animati della propria infanzia. Alcuni si sono messi in gioco con un cosplay di famiglia assegnando ai figli delle parti davvero originali.
Eccoci finalmente alla tappa tanto ambita: il padiglione di Lucca Games. Un pomeriggio intero passato tra giochi di qualunque tipo: novità, vecchie conoscenze e ritorni di fiamma. Il padiglione Games di questa edizione si è concentrato prevalentemente sui giochi da tavolo: ogni espositore aveva a disposizione due stand, uno di vendita e l’altro di prova dei vari giochi. In questi casi la tattica migliore è fiondarsi al primo tavolo disponibile e provare giochi nuovi. La fortuna aiuta a trovare delle novità imperdibili, ma se non è il vostro giorno fortunato nel reparto dedicato alla vendita ci si può informare sui vari giochi e prenotare un tavolo di prova. In tal caso, buona fortuna! Per provare la nuova versione di Pathfinder, gioco di ruolo ispirato a Dungeons and Drangons, le ore di attesa erano all’incirca quattro.
I giochi da tavolo nuovi erano davvero molti, ma ciò che colpisce di più del padiglione Games è la quantità di stand con in vendita il set di dadi di Dungeons and Dragons. Ciò che colpisce ancora di più è la quantità di persone presente in questi punti vendita. Attirate da un’oggettistica da collezione, da un rinato interesse nei confronti dei giochi ruolo o dalle nuove versione di DnD, tutte le persone all’interno degli stand avevano a propria disposizione una vasta scelta per costruire il proprio set di dadi. Sempre a tema giochi di ruolo, negli stand c’erano scaffali e scaffali di manuali in cui Pathfinder e la versione 5.0 di Dungeons and Drangons dominavano la scena. Ciò a cui bisogna prestare più attenzione, però, sono gli stand delle miniature. Il benvenuto scritto su un pezzo di cartone parlava chiaro “Chi cerca trova”, entrare nel punto vendita da quel momento è responsabilità solo vostra. Abbassando lo sguardo, se siete dei giocatori di DnD con pochi soldi in tasca, potreste avere una visione paradisiaca. Non si tratta di un miraggio, ma di centinaia e centinaia di miniature a un prezzo abbordabile suddivise in ceste su cui sono indicati ruoli e specie dei personaggi, ma ormai inevitabilmente mischiate l’una con l’altra all’alba delle 16.00. Dopo una buona mezz’ora, siamo usciti soddisfatti dal punto vendita con una miniatura a testa: una gioia per l’espositrice disperata nel vederci cercare il personaggio perfetto per tutto il suo stand.
Oltre a giochi in scatola e giochi di ruolo, il padiglione Games aveva in serbo anche un bel tuffo nei ricordi. Molti erano gli stand dedicati ai videogiochi, ma il più affollato era quelli con i giochi vintage, se così si possono definire. Casse piene di giochi per la Playstation 1 in cui spiccano gli immancabili Spyro e le mille versioni di Crash Bandicoot. La mente è subito tornata alle domeniche di pioggia passate a giocare tra cavi da collegare, supporto in legno per evitare il surriscaldamento di una console con una ventola che faceva più rumore di una portaerei al decollo e i controller massacrati nei momenti di agitazione contro il nemico finale di turno. Allo stand erano presenti anche i giochi del gameboy color e, ovviamente, i più gettonati erano le prime schede del gioco di Pokemon.
Dopo il salto indietro nel tempo, l’avventura lucchese si è conclusa con una partita a Pathfinder, da bravi giocatori come bambini in un negozio di caramelle.

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