Sinodo 2018: “abitare” il mondo digitale anche con “uffici” adeguati che certifichino i siti cattolici

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Sinodo 2018: documento finale, “abitare” il mondo digitale anche con “uffici” adeguati che certifichino i siti cattolici. “L’ambiente digitale rappresenta per la Chiesa una sfida su molteplici livelli; è imprescindibile quindi approfondire la conoscenza delle sue dinamiche e la sua portata dal punto di vista antropologico ed etico”. Ne sono convinti i padri sinodali, che nel documento finale esortano ad “abitare” questo ambiente promuovendone “le potenzialità comunicative in vista dell’annuncio cristiano”. “I giovani cristiani, nativi digitali come i loro coetanei, trovano qui una autentica missione, in cui alcuni sono già impegnati”, si legge nel testo, in cui si fa notare che “sono gli stessi giovani a chiedere di essere accompagnati in un discernimento sulle modalità mature di vita in un ambiente oggi fortemente digitalizzato che permetta di cogliere le opportunità scongiurando i rischi”. Per incentivare il protagonismo dei giovani, inoltre, “il Sinodo auspica che nella Chiesa si istituiscano ai livelli adeguati appositi Uffici o organismi per la cultura e l’evangelizzazione digitale, che, con l’imprescindibile contributo di giovani, promuovano l’azione e la riflessione ecclesiale in questo ambiente”. “Tra le loro funzioni, oltre a favorire lo scambio e la diffusione di buone pratiche a livello personale e comunitario, e a sviluppare strumenti adeguati di educazione digitale e di evangelizzazione – la proposta – potrebbero anche gestire sistemi di certificazione dei siti cattolici, per contrastare la diffusione di fake news riguardanti la Chiesa, o cercare le strade per persuadere le autorità pubbliche a promuovere politiche e strumenti sempre più stringenti per la protezione dei minori sul web”.

“240 padri sinodali e 32 uditori hanno partecipato durante le Congregazioni dedicate alla discussione delle tre parti dell’Instrumentum laboris. A tenere gli interventi liberi sono stati 69 padri sinodali e 13 uditori”. Lo ha riferito ai giornalisti Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, durante il briefing di oggi sul Sinodo in Sala Stampa vaticana. Dal 1° ottobre 2018, giorno della conferenza stampa di presentazione – si legge in un comunicato del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede – Vatican News e Radio Vaticana Italia hanno messo i propri canali social al servizio della comunicazione del Sinodo sui giovani. Il Sinodo è stato raccontato su Twitter con oltre 1.400 tweet contrassegnati dall’hashtag ufficiale #Synod2018 in 6 lingue differenti. In particolare i briefing giornalieri sono stati raccontati attraverso l’hashtag #Synod2018Live con circa 15 tweet giornalieri per ciascuno dei 4 account coinvolti di Vatican News: inglese, spagnolo, francese e italiano. Sui canali Facebook di Vatican News, i contenuti sul Sinodo hanno raggiunto 10 milioni di persone con commenti, immagini, video, Fb live. Il racconto per immagini pubblicato da Vatican News su Instagram è stato visualizzato più di 650mila volte.Più in generale, gli utenti di Twitter e Instagram hanno condiviso attraverso l’hashtag ufficiale #Synod2018 più di 100 mila tweet e immagini, innescando oltre 350mila interazioni. Il contenuto più popolare di tutto il periodo è stato il tweet di Papa Francesco dedicato al Sinodo che, il giorno 24 ottobre, ha raggiunto (attraverso i nove account multilingua @Pontifex) oltre 50 milioni di persone. Aldilà dell’hashtag ufficiale, sono stati condivisi sul social web circa 500mila diversi contenuti (post, articoli, immagini e video) sul Sinodo. Americhe ed Europa i continenti maggiormente coinvolti, ma si sono avuti valori significativi anche da Paesi come Russia e Cina. L’età media degli utenti che hanno partecipato attivamente alle conversazioni sui social è tra i 18 e i 34 anni: anche la nascita di hashtag correlati come #PrayForSynod, #CaminarJuntos, #ConectadosNoSinodo, #PastoralJuvenil, #RejuvenateTheChurch, #NosVemosEnPanamà testimonia di una partecipazione giovanile spontanea e sentita.

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