Viaggiare fa bene (anche) allo spirito. Assisi, una città che dona pace

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Tre anni fa, dal 18 al 24 settembre, dopo essere rientrata dalle vacanze estive, io e mamma siamo state invitate da una nostra amica in Umbria, ad Assisi. Monica è la presidente dell’Umbria. Ci ha voluto far conoscere dove e con chi vive. Abita in una cosa con persone diversamente abili che non hanno più i genitori

Assisi è una città che ti dona pace interiore.

SANTA MARIA DEGLI ANGELI

La basilica di Santa Maria degli Angeli nasce come un grande scrigno che accoglie due delle più preziose testimonianze delle origini francescane. Un’opera destinata a contenere tutte le memorie francescane e ad accogliere i numerosi pellegrini che da ogni luogo si recavano a visitarle.

Abbiamo visitato Santa Maria degli Angeli, nel quale San Francesco pregava nella piccola chiesetta che si chiama Porziuncola che si trova all’interno di essa.

Porziuncola

Porziuncola significa piccola parte, piccola porzione di terra. Divenne il centro di tutta la vita di Francesco e della sua fraternità. Da qui il Santo e i suoi primi compagni partivano per i lunghi viaggi di evangelizzazione. E qui sempre tornavano.

È divisa in tre ampie navate; in quelle laterali si aprono cinque Cappelle per lato.

Al centro della crociera si innalza la grandiosa cupola.

Sulla facciata si trova un affresco raffigurante San Francesco che implora da Gesù e Maria la concessione del Perdono.

Al di sopra del portale una scritta latina dice: “Questa è la porta della vita eterna”, mentre un’altra dice: “Questo luogo è santo”. Tutte e due ricordano come Francesco ha sentito e considerato questa chiesa come un pezzo di Paradiso in terra.

Sul fianco destro rimangono tracce di due affreschi quattrocenteschi di scuola senese che raffigurano San Bernardino e Madonna col bambino in trono e i santi Francesco e Bernardino. Sempre sulla parete destra un’iscrizione del XIII secolo ricorda la data della morte del beato Pietro di Catanio che, reduce della Terra Santa e fu sepolto proprio presso la Porziuncola.

Sul lato posteriore si trova un affresco raffigurante la Crocifissione.

Al centro della pala è la scena dell’Annunciazione.

In basso, sulla destra, Francesco si getta nudo fra le spine per vincere una violenta tentazione.

Subito sopra, Francesco, ha delle rose in mano, è accompagnato da due angeli verso la Porziuncola.

In alto l’apparizione del Cristo e della Vergine al Santo inginocchiato davanti all’altare della Porziuncola, nell’atto di offrire una corona di rose a Cristo e a Maria.

A sinistra, scendendo, il Poverello dinanzi al pontefice Onorio III implora la conferma della indulgenza.

In basso è il Santo che a un pulpito, a lato della chiesina assieme ai Vescovi dell’Umbria annunzia lo straordinario privilegio del Perdono, con le parole, rimaste famose: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”

San Francesco si trasferì qui, dove era collocata un’antica chiesa dedicata alla Madre di Dio, che era diroccata e che lo stesso Francesco restaurò con le sue mani.

Spesso io e mamma sentivamo il bisogno di entrare e di pregare, dandoci un senso di pace e purificazione.

La sera era illuminata e sembrava di entrare in un paese, dopo una lunga passeggiata.

Ci sentivamo bene, rilassate e proseguivamo la giornata senza pensieri.

Nei giorni seguenti abbiamo visitato la Basilica di Santa Chiara e la Basilica di San Francesco d’Assisi ed emozionata, ci tengo a raccontare che sono salita fino in cima ad essa.

Un’emozione da togliere il fiato.

Una sera delle successive, dopo aver partecipato alla processione, io e mamma, in piazza abbiamo incontrato frate Matteo, il quale ci ha dato la sua benedizione. Mentre la ricevevo, avevo la pelle d’oca e piangevo dalla commozione.

Frate Matteo ha saputo tranquillarmi e in quel momento ho sentito una scossa in tutta la mia persona come per darmi la spinta per camminare da sola…

Farei di nuovo questa esperienza, perché durante un periodo della vita, senti il bisogno di andare ad Assisi. In un certo senso è come se la città, ti chiamasse, desiderando la tua presenza.

L’albergo in cui residuavamo si chiama Domus Pacis dirimpetto alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Al personale ci ha raccomandate la nostra amica Monica, non possiamo fare altro che dire che sono stati gentilissimi e disponibili in tutto.

L’hotel era ed è gestito dai frati, un luogo pacifico. Mi sono sentita a casa.

Consiglio a tutti questo viaggio!

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