I primi 50 anni dell’Università di Bergamo: «Un punto di partenza per tracciare il futuro»

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L’11 Dicembre è stata una giornata importante per la nostra Università, perché proprio in quella data 50 anni prima, nel Palazzo del Podestà in Piazza Vecchia, nasceva il Libero istituto universitario di lingue e letterature straniere.

Da quei 300m2 per 300 studenti il nostro ateneo ha compiuto grandi passi con più di 20 mila studenti sparsi nelle otto sedi di Bergamo e provincia.

Il passato deve essere “un punto di partenza per tracciare il futuro”: è questo che il Rettore Prof. Remo Morzenti Pellegrini ha voluto precisare ricordando la storia di questa Università e di chi ne ha fatto parte, un patrimonio immenso che al pari degli spazi si è ampliato in questi anni e continuerà ad ampliarsi in futuro.

L’Università di Bergamo, molto giovane rispetto a tante altre, è nata proiettata verso il mondo attraverso la facoltà di Lingue e letterature straniere e con l’obiettivo di essere un luogo dove perseguire la conoscenza e slanciarsi verso quella verità che può essere scovata attraverso una relazione di cura e responsabilità che sviluppandosi all’interno dell’Ateneo sorpassi i confini nazionali.

Uno dei momenti più emozionanti della mattinata è stato rappresentato dall’intervento del professor Paolo Grossi, presidente emerito della Corte Costituzionale, che ha prima di tutto augurato all’Università di conservare il prestigio altissimo con la ricerca e una appassionata attività didattica.

Il professore ha parlato della nostra Costituzione, che come il nostro ateneo è nata in anni di speranza dove vi era il coraggio di costruire. Per costruire il futuro dell’Italia è stato necessario agli uomini di quel tempo leggere le radici della nostra storia e unirsi nel trovare punti d’incontro.

I cardini furono l’antifascismo e l’uomo come fine. Sì, ma quale uomo? L’uomo-persona, quello che può intrecciare relazioni, con una sua storia da raccontare e da consegnare ad un’intera comunità.

Quell’uomo, nel nostro caso potremmo dire uomo-studente, che deve abitare la nostra comunità accademica riconoscendosi nella storia raccontata nel nuovo video istituzionale di Unibg, senza rinunciare ad essere portatore della propria.

La storia di ciascuno di noi deve essere sempre un ponte tra passato e futuro, come nel caso del Prof. Jean Tirole che dopo la laudatio del Prof. Martini ha ricevuto il primo dottorato honoris causa assegnato dalla nostra Università.

Il prof. Tirole la svolto la sua lectio magistralis dal titolo: “Moral reasoning, markets and organizations” riportando la solenne cornice cerimoniale dell’Ex Chiesa di Sant’Agostino alla sua natura di aula universitaria. E’ in questa grande e meravigliosa cornice che è iniziato l’anno accademico e che si sono concluse le tanto celebrazioni per il genetliaco di UNIBG; è in questo stesso luogo che è stato presentato il nuovo logo dell’Ateneo, con in primo piano le torri medievali della Città di Bergamo: una radice culturale solida per un’università proiettata verso il futuro di accoglienza, tolleranza e civiltà.

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