L’Avvento nel monastero. E dintorni

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È arrivato l’Avvento. Che cosa fate di speciale in monastero? E di quello che fate pensi che qualcosa sia esportabile al di fuori, per noi, laici? Gemma

Il tempo di Avvento è particolarmente importante nella nostra vita contemplativa, cara Gemma, poiché racchiude una mirabile sintesi della nostra missione nella Chiesa: attendere con cuore vigilante e appassionato la venuta del Signore alla fine dei tempi e additarne i segni della sua vicinanza all’uomo contemporaneo. Il monaco, la monaca, dunque, trovano in questo periodo liturgico il cuore della propria vocazione.

Come sentinelle scrutiamo l’orizzonte

Come sentinelle noi attendiamo Cristo nella lunga notte del mondo, scrutando continuamente l’orizzonte del quotidiano per cogliere i primi segni dell’aurora e additarli ai nostri fratelli. Non per nulla papa Francesco ci ha paragonato a fari che segnalano il porto a chi è sperduto in alto mare, a fiaccole che illuminano la notte oscura della nostra storia e a sentinelle che, quando è ancora notte, annunciano il sorgere del sole.

Il tempo dell’Avvento è collocato a ridosso del solstizio d’inverno: l’oscurità delle giornate si fa viavia più intensa, per riaprirsi, successivamente e molto lentamente, alla luce in prossimità del Natale del Signore Gesù, sole che sorge dall’alto per rischiarare quanti sono nelle tenebre e nell’ombra della morte. Illuminata dal suo chiarore, l’umanità cammina nel tempo e nella storia fino all’incontro finale con Lui, compimento di tutte le cose.

Come il Figlio di Dio è venuto nella nostra carne nella pienezza dei tempi, così viene ogni momento della nostra storia, sino a quando verrà nella gloria per consegnarci al Padre suo, come parte della sua eredità.

Questo è il senso vero dell’Avvento! Si comprende bene, allora, perché in monastero si celebri con particolare cura!

Le nostre preghiere

Ma, quali sono le iniziative con le quali vogliamo rendere visibile tutto questo? Innanzitutto la celebrazione della liturgia delle ore dalla quale scaturisce maggiore freschezza nel vivere la nostra quotidianità e nella quale diamo voce al grido dell’umanità: “Maranatha! Vieni Signore Gesù!”; poi ci sono alcuni appuntamenti particolari, disseminati lungo tutto l’arco di questo tempo. Tra questi ricordiamo la celebrazione solenne dei primi vespri di ogni domenica di Avvento, arricchita dal suggestivo rito del lucernario: mentre l’oscurità della sera avvolge lentamente ogni cosa, cantiamo Cristo, luce del mondo, stella polare che orienta il pellegrinare dei giorni; la Lectio divina orante che abbiamo vissuto domenica 2 dicembre, nella quale abbiamo offerto, a quanti lo desideravano, la possibilità di ascoltare, meditare, pregare e condividere la Parola di Dio del giorno.

Anche la sera del 7 dicembre, vigilia della solennità dell’Immacolata concezione di Maria, celebreremo una veglia di preghiera per porci alla scuola di Maria, Vergine vigilante e accogliente, e imparare da lei a vivere l’atteggiamento della vigilanza e dell’attesa.

Il presepio, come ci ha insegnato Padre Francesco

Giorni particolari saranno quelli della novena di Natale, (dal 16 al 24 dicembre), caratterizzati dal canto in gregoriano delle antiche profezie e delle antifone maggiori; a seguire, l’allestimento dei diversi presepi, in molti ambienti del monastero, che ci ripresenteranno il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio.

Come vere figlie e sorelle di Francesco e di Chiara contempleremo con gli occhi del corpo la povertà nella quale nacque il glorioso Figlio di Dio e 

i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello (Vita prima Tommaso da Celano).

Questo è il nostro modo di vivere l’Avvento!

Forse, a sguardi superficiali, questi appuntamenti possono apparire privi di significato, o forse suscitare nei lettori ulteriori idee, proposte, ecc…, appropriate allo stile di vita di ciascuno.

Siamo sicure che lo Spirito santo sarà in grado di suggerire a ciascuno come meglio esprimere, in famiglia, in gruppo o nelle comunità parrocchiali, il senso e la bellezza di questo tempo di grazia che apre il cuore all’accoglienza del Signore Gesù, il Veniente.

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