Museo Bernareggi: “Il nuovo allestimento ha un forte valore educativo”

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“Un tassello che va a completare il percorso del riutilizzo degli spazi del museo”: ha definito così Giuseppe Giovannelli, presidente della Fondazione Bernareggi, il nuovo spazio espositivo del museo Bernareggi ideato in collaborazione con l’università degli studi di Bergamo e il museo Diocesano. Un tassello molto importante per la realtà bergamasca e per i valori in cui la fondazione crede e su cui, da anni, basa il proprio operato.
“Sarà uno spazio dal forte valore educativo – prosegue il presidente Giovannelli- in cui le nuove generazioni entreranno in contatto con le opere d’arte tramite delle attività didattiche”. Attività che nell’anno scolastico 2017/2018 ha coinvolto 23 scuole con 148 gruppi e 67 parrocchie con 213 gruppi per un totale di 4600 ragazzi coinvolti. Se si prende in considerazione anche l’iniziativa ArtexiCRe, i numeri salgono ancora di più registrando circa 6200 partecipanti solo nel periodo estivo. Numeri importanti in una realtà odierna in cui “far incontrare la bellezza dell’arte ai ragazzi”, sottolinea Giovannelli, è altrettanto importante e di una valenza significativa.
Lo spazio espositivo sarà aperto al pubblico dalle 15 alle 18 grazie all’impegno dei volontari della fondazione Bernareggi che, oltre a dare la possibilità di visitare il museo, sono segno di un incontro tra generazioni.
Oltre allo spazio espositivo, la struttura del museo è sfruttata e adibita per ospitare gli studenti dei dipartimenti di lettere, filosofia e scienze della comunicazione. “Questo non sarà solo un luogo di lezione, ma un luogo di ricerca. –spiega il rettore dell’università di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini- Sarà uno spazio per sperimentare e uno stimolo per nuove idee e iniziative culturali”. Proprio nella nuova sede Bernareggi si terrà il consiglio dei rettori delle università lombarde, sintomo di come il museo sia già entrato a far parte dell’identità dell’ateneo bergamasco. A rimarcare l’importanza della collaborazione tra l’università e la fondazione Bernareggi è il professor Villa. “Grazie a questa opportunità non ci limiteremo alle lezioni frontali, ma integreremo allo studio il rapporto diretto con le opere. Abitare lo stesso edificio, poi, avvierà una collaborazione quotidiana con le realtà coinvolte”.
“Abbiamo ragionato a lungo su come si potesse riallestire il nuovo spazio –spiega don Giuliano Zanchi- poi siamo arrivati alla conclusione che poteva essere un luogo ideale per dare strumenti aggiuntivi alle nostre attività didattiche”. Dopo i ringraziamenti a Laura de Vecchi, Giovanni Berera e al gruppo di giovani volontari che da tempo si impegnano per dar vita alle attività didattiche proposte dalla fondazione, don Giuliano ha proseguito ribadendo la mediazione didattica che avviene a livello artistico tra opere antiche e contemporanee.
“Due sono i criteri su cui ci siamo basati per l’allestimento –sottolinea don Giuliano -. Il primo è la didattica che dice no alla semplificazione per introdurre i ragazzi in un universo artistico senza il quale non esisterebbe umanità. Ciò è reso possibile dal rapporto con le opere d’arte attuabile tramite le attività didattiche. Il secondo criterio è la costruzione di un percorso in cui si congiungono opere antiche e arte contemporanea su temi cari alla tradizione cristiana. L’intento non è creare un paragone che generi rancore ricordando il passato, ma capire ciò di cui l’arte parla e l’arte parla sempre di ciò che sta a cuore all’uomo in quel momento storico”.
Il nuovo spazio espositivo avrà a sua disposizione quattro sale con quattro temi diversi. Anche a livello strutturale traspare il valore educativo del progetto: la disposizione delle stanze è tale da permettere l’accoglienza di gruppi numerosi e la loro ampiezza lascia ai ragazzi la possibilità di muoversi in libertà da un’opera all’altra. Grazie alla riorganizzazione delle sale dell’ultimo piano, i ragazzi entreranno in contatto diretto con i lavori di artisti passati e presenti prendendo spunto dai loro capolavori. Un modo per avvicinarsi all’arte ed esserne circondati.

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