Santa Lucia, l’incanto delle letterine: «Mettiamoci i palloncini, così può volare invece di salire sull’asino»

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“Tieni mamma, non aprirlo però! E’ per Santa Lucia”. Un foglietto arrotolato stretto stretto, tratti e macchie di pennarello che si intravedono anche dal retro, brillantini. “Alice ma dammi almeno un indizio, cos’è?”. “Non te lo dico”.

E qui sorge il panico da Santa Lucia inesperta. Quella che fino all’anno scorso aveva a che fare con bimbi piccoli che di lei non si curavano e che non le richiedevano d’essere una Santa professionista. Sì, perché le vere Sante Lucia sanno unire lo spirito d’osservazione di una spia rodata capace di carpire indizi inimmaginabili con l’intraprendenza di un supereroe. Quelle brave non chiedono spudoratamente ai figli “Cosa vuoi quest’anno da Santa Lucia?!”. Eh no, sarebbe banale. Quelle brave ascoltano, osservano, studiano.

Anche perché quando si ha a anche fare con bambini sotto i sei anni il rischio che cambino idea nel giro di due giorni è dietro l’angolo. Se ti fidi di un “bello il Ciccio Bello” rischi di fiondarti tra gli scaffali del supermercato, spendere un sacco di soldi e guardare con ansia tua figlia che scarta, snobba, mette da parte e corre a prendere la molletta per i panni con la quale indubbiamente si diverte di più. Eh no, serve tattica e strategia. Il problema è che la scuola materna complica tutto. Troppi bambini coi quali interagire, troppi input, troppe mamme che ti dicono quale gioco è sulla cresta dell’onda e a quattro anni proprio tuo figlio non può farne a meno.

Allora punti sulla letterina. Della serie “quel che è scritto resta”, una volta messo nero su bianco non puoi rimangiarti la scelta. “Scriviamo la letterina? Dai dai!”. Niente, ai miei figli di questa benedetta letterina importa poco. Quando la iniziano finiscono col disegnare mare, monti, una casa gigante, alieni sparsi qua e là che si arrampicano sugli alberi. “Ma non volete dire a Santa Lucia quale gioco vi piacerebbe ricevere?!”. “Io Frozen, o i brillantini, o il tutù, o i trucchi, o una cosa che mi piace”. “Dinosauri, Gormiti, Hulk, pennarelli, scudi, lego, cioccolato, boh”. Va beh dai, c’è tempo, ci penserò come sempre all’ultimo minuto, li sorprenderò regalando loro qualcosa che non si aspettano. Perché altrimenti che gusto c’è?! Troppo facile, non c’è nemmeno il sogno, l’attesa, il desiderio.

Forse sono ancora troppo piccoli, forse alla fin fine ai giocattoli non sono poi così legati, forse hanno tutto e non sentono il bisogno d’altro. Forse, se potessero, chiederebbero alla Santa Lucia semplicemente di poter passare più tempo con mamma e papà, di poter stare una settimana a casa da scuola e di giocare a casa tutto il giorno.

Certo che quel foglietto arrotolato mi tenta. Chissà cosa contiene, chissà se può esser la chiave per capire come girano gli ingranaggi nella loro testolina. No, non si fa, se ti dice di non aprirlo non devi aprirlo. Però magari una sbirciatina…. Così non lo srotoli proprio tutto, solo un po’, mentre tua figlia è di là in camera. E mentre cerchi di decifrarlo lei zitta zitta è arrivata alle tue spalle, ti guarda col sorrisino beffardo sulle labbra e ti dice serena: “Solo Santa Lucia può capirlo. Sono dei palloncini. Le piaceranno, invece che salire sull’asino così potrà appendersi ai palloncini e volare via. Più divertente, più veloce, più bello. L’asino lo tengo io”. Grazie Alice, ora tutto mi è più chiaro.

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