Tiziana, volontaria accanto ai gatti randagi: “Gli animali non devono essere sfruttati per denaro, meglio adottare”

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Tiziana Antico, volontaria che da anni si occupa di aiutare gatti e animali randagi e di trovare loro una casa, ci ha accolto nella sua abitazione in centro Bergamo per raccontare la sua esperienza in un’intervista per il nostro dossier, che questo mese dedichiamo agli animali domestici e a come prenderci cura di loro.

Ciao Tiziana, come è nata la tua esperienza come volontaria per aiutare gli animali e in particolar modo i gatti?

Ho cominciato a fare la volontaria quando ancora non c’erano associazioni che si occupavano dei gatti. Con altre volontarie cercavamo di sterilizzare quanto più potevamo usando la tecnica di catturare l’animale all’interno di un trasportino: tenevamo aperta la gabbietta e quando il gatto era dentro facevamo scattare un filo che chiudeva la gabbia. Tecniche che ormai non si usano più da quando nel ’95 sono state introdotte le gabbie trappola con cui abbiamo portato avanti sterilizzazioni a tappeto. In questo modo abbiamo potuto portare avanti un discorso su larga scala in tutta la città con molta determinazione. Facendo un rapido calcolo ti posso dire che dal 1996 al 2000 abbiamo fatto circa 6 mila sterilizzazioni sia con la Asl che con veterinari privati. Una volta che i gatti vengono sterilizzati, se si tratta di animali selvatici, non abituati al contatto con l’uomo e quindi difficili da dare in adozione e non presentano particolari patologie, allora li reinseriamo all’interno delle colonie feline alle quali noi volontarie e chi ci vuole aiutare portiamo da mangiare e che seguiamo con attenzione. Nel caso invece in cui i gatti siano mansueti li teniamo in stallo presso le nostre abitazioni e poi procediamo con le adozioni.

Da quello che hai detto si evince che le sterilizzazioni siano molto importanti.

Certamente. E’ importante portare avanti un programma di questo tipo per evitare il randagismo , anche se in molte zone come al sud Italia non c’è questa mentalità. Tutto deve partire dalla concezione che il pianeta non deve essere inteso come qualcosa da sfruttare.

Come mai è meglio adottare e non comprare?

Perché come purtroppo accade in molti allevamenti, gli animali sono diventati una delle fonti di business più soddisfacente su cui lucrare nei nostri tempi. Molti sono gli animali che prima vengono comprati e poi abbandonati. Togliere quindi l’aspetto della mercificazione è molto importante, proprio per rendersi conto che ci si sta prendendo cura di una creatura viva e non di un giocattolo. In una società civile non dovrebbero esserci abbandoni. Il rapporto con l’animale è un canale attraverso il quale passano empatia, emozioni, responsabilità e consapevolezza. A volte però purtroppo non è così come in quegli allevamenti in cui l’unico obiettivo è riempire le tasche di chi fa nascere i cuccioli. Questo capita perché si devono soddisfare delle esigenze di mercato che è fatto di domanda e offerta. Quante volte è capitato che molti animali di razza venissero acquistati solo perché andavano di moda e adesso non li si vedono più in giro. Proprio a tal proposito è nata un’associazione, Rescue, che aiuta le razze abbandonate e gli animali di una data razza a trovare una sistemazione. Tornando quindi al concetto di adozione è sicuramente meglio adottare perché significherebbe evitare l’essere legati a una moda del momento e prendersi cura di animali che hanno avuto la disavventura di venire al mondo, di essere rifiutati e di cercare un percorso diverso che non sia il randagismo, appannaggio purtroppo della nostra civiltà.

Adozioni del cuore quindi e so che hai anche aperto un blog che parla proprio di animali anche attraverso il linguaggio della poesia

Sì e si chiama “Il respiro profondo del pianeta” (http://tizianaantico49.blogspot.com/). Insieme a una mia amica pubblichiamo un post a settimana in cui attraverso il linguaggio letterario e della poesia esprimiamo e condividiamo ciò che ci sta più a cuore come il mondo degli animali e le loro storie, tratte dalla realtà di tutti i giorni.

So che hai anche dei fantastici animali domestici, ce li vuoi presentare?

Certamente. Loro si chiamano Gladys, una siamesata che ho trovato al gattile e che ho adottato; poi c’è Giuditta, lei invece l’ha trovata mio marito in Città Alta. E’ scesa da un muro e ha cominciato a seguirlo. Così abbiamo deciso di tenerla con noi. Silvana invece, l’altra gatta, l’ho trovata a gennaio 2014. Si trovava nel mio cortile ed è comparsa poco dopo la morte di un altro gatto che avevo allora. L’ho interpretato come un segno del destino e ho deciso di tenerla. L’ultimo micio che possiedo è Nudino, lo chiamo così per via della razza senza pelo a cui appartiene. I suoi vecchi proprietari l’hanno trovato ma non potendolo tenere me lo hanno regalato. Aveva 5 mesi allora e dal quel giorno sono passato ormai 6 anni anche se il suo carattere non è cambiato, sempre indomito e curioso di tutto. Ultimo membro della mia famiglia è infine Tinto, il mio cane a cui sono molto affezionata.

Grazie Tiziana per l’intervista che ci hai rilasciato e per l’importante messaggio di amore per i tuoi e per tutti gli animali che ci fanno compagnia che oggi sei riuscita a lanciare. Amici a 4 zampe che hanno diritto a vivere una vita felice, venendo trattati come compagni di vita e non come merce o pupazzi.

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