Diamo futuro all’Europa: la campagna delle Acli di Bergamo per le prossime elezioni

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“FA PER ME. Diamo futuro all’Europa!”: è questo il filo conduttore della campagna delle ACLI in vista delle prossime elezioni europee, presentata nei giorni scorsi: una serie di iniziative editoriali e percorsi formativi finalizzati a diffondere a livello cittadino e provinciale conoscenza e cultura della questione europea.

“Con le prossime elezioni europee, che chiameranno il continente a votare, il prossimo 26 maggio, sulle proprie sorti, ci giochiamo le nostre origini e il nostro futuro – osserva Daniele Rocchetti, presidente provinciale delle ACLI – “L’Europa rappresenta il nostro destino, nato dal sogno di quanti hanno creduto nella straordinarietà di una rivoluzione non violenta. Gli Stati per realizzarla hanno volontariamente ceduto parte della propria sovranità a favore della realizzazione di una comunità fondata sulla libertà, l’uguaglianza e la solidarietà, per evitare che si ripetessero le inutili stragi del secolo scorso”.

Il messaggio lanciato da Rocchetti è chiaro e puntuale: le elezioni europee del prossimo maggio rappresenteranno un momento decisivo per l’esistenza dell’Europa e chiamano ogni individuo a riflettere in maniera critica e costruttiva su quello che essa ha significato nella storia contemporanea e potrebbe significare per il futuro. L’Europa di cui racconta Rocchetti è quell’esperimento di pace che le valse l’attribuzione del Premio Nobel nel 2012: il tentativo di costruire un futuro capace di custodire e riscoprire quelle parole su cui e da cui l’Europa è nata. É tempo di sentirsi cittadini di una storia più grande di quella nazionale, abbandonando quel provincialismo e quel populismo che, certo, portano voti, ma non orizzonti di futuro.

“La campagna lanciata dalla ACLI è nata dal desiderio e dall’esigenza di scendere in profondità rispetto ai temi chiave per l’Europa, ma che troppo spesso dalla narrazione contemporanea vengono strumentalizzati per accarezzare le pance degli elettori, piuttosto che per (in)formare cittadini consapevoli” spiega Mario Ghidoni. E per contrastare la dilagante deriva populista che tiene in ostaggio la capacità pensante dei cittadini europei, le ACLI propongono un percorso formativo desideroso di risvegliare una consapevolezza popolare e ricreare una intelligenza collettiva della questione europea. La proposta è quella di un percorso formativo di geopolitica, dal titolo “Quale Europa? Dalle origini ai possibili scenari”. Questo, rivolto a giovani e meno giovani, vedrà il gruppo, costituito da 70 iscritti, di cui circa la metà under 30, affrontare tematiche eterogenee sul tema europeo, attraverso la guida di relatori, tra cui europarlamentari, docenti universitari e dottorandi e impegnarsi in una dialettica dinamica a costruttiva. Lo stile scelto dalle ACLI è quello di una pedagogia sociale che attraverso il conoscere, il capire e il comprendere, allontani dai luoghi comuni e formati ad una cittadinanza attiva.

Oltre a questo, ai giovani tra i 18 e i 35 anni, verrà proposto un percorso dedicato, su modello di uno precedentemente svolto sul tema dell’amministrazione a livello comunale. “Questa proposta si articolerà in quattro incontri, di cui due si svolgeranno a Bergamo, in plenaria, e due a livello delle realtà territoriali o istituzionali – spiega Emilio Zubiani, responsabile del progetto, che continua – Quello che si chiede ai giovani è di offrire all’Europa critiche costruttive e generative”.

La sfida europea raccolta dalle ACLI, quindi, non è soltanto quella lanciata da forze che minano l’integrità europea dall’interno, ma anche e soprattutto quella che viene dai giovani “che hanno voglia di politica e che, per questo, troveranno nelle proposte delle ACLI una fabbrica di idee per pensare e costruire un’Europa politicamente e socialmente inclusiva” termina Corrado Maffioletti.

 

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