Giornata per la vita: il futuro incomincia dal coraggio di oggi

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“Forse la vita è davvero/come la scopri nei giorni giovani – scrive Antonia Pozzi – Un soffio eterno che cerca/ di cielo in cielo/ chissà che altezza”. E’ questo lo slancio che si ritrova anche nel messaggio dei vescovi per la Giornata per la vita 2019, che ricorre il 3 febbraio, dal titolo “E’ vita, è futuro” un invito a essere generosi e audaci, a non perdere la speranza, a percorrere senza arrendersi ogni strada possibile, anche in tempi difficili. “Il futuro inizia oggi – dice il messaggio – è un investimento nel presente”. Un’affermazione in cui si sente un’eco delle parole che Papa Francesco ha rivolto ai giovani alla Gmg di Panama: “Siete il presente, non il futuro di Dio”.

Guardandosi intorno, il paesaggio è desolante, sono tanti gli ostacoli da rimuovere. “L’inverno demografico senza bambini è duro” ha detto Papa Francesco nell’udienza di ieri. Secondo il messaggio dei vescovi la prima sfida da affrontare è “la mancanza di un lavoro stabile e dignitoso”, che “spegne nei più giovani l’anelito al futuro” e, con esso, anche il desiderio di formare una famiglia e alla generazione della vita. La precarietà e la mancanza di lavoro sono sicuramente fattori che contribuiscono al “calo demografico” in atto nel nostro Paese e al suo progressivo aggravamento. Accanto ad essi c’è però anche un rapido cambiamento culturale e antropologico: si sta diffondendo una “mentalità antinatalista”: ci sono hotel e locali in cui è vietato l’ingresso ai bambini, ci sono gruppi di giovani che sentono il bisogno di rivendicare il proprio diritto a non generare, è di pochi giorni fa la notizia che lo Stato di New York ha prolungato quasi fino al termine della gravidanza la possibilità di abortire, affermando un diritto prevalente della madre rispetto a quello del nascituro. Questo – avverte il messaggio – “Rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire”. I vescovi invitano quindi a stipulare in modo urgente “un patto per la natalità”, che “coinvolga tutte le forze culturali e politiche” e “riconosca la famiglia come grembo generativo del nostro Paese”. Facciamo molta fatica – forse più che in passato – a misurarci con la fragilità, con l’imperfezione, dentro e fuori di noi. Il messaggio mette l’accento in particolare su due emergenze. La prima è quella dell’aborto, e Papa Francesco ricorda come “La difesa dell’innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana”. C’è poi, però, anche un appello a non dimenticare donne, uomini e bambini “bisognosi di trovare rifugio in una terra sicura”, che vanno incontro a naufragi e tentativi di “respingimento verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze”. Tra le minacce alla vita il messaggio inserisce anche quelle che riguardano l’ambiente. Alla fine, però resta – forte e chiaro – l’appello alla speranza, a “rinnovarsi e a rinnovare”, ad avere fiducia nel futuro, partendo da gesti piccoli e concreti, come prendere un bambino per mano.

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