Icone di Maria, “arte ecumenica” in mostra al Museo della Basilica di Gandino

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E’ un percorso che unisce arte, fede e devozione la mostra “Iconae Marie – Il volto di Dio nelle icone della madre” aperta fino al 3 marzo nel Museo della Basilica di Gandino. Sono esposte quasi 130 icone dal XV secolo fino ai giorni nostri, in un itinerario affascinante e pensato per elaborare un percorso filologico tra fede e arte. La rappresentazione della Madre di Dio, come spiega Francesco Rizzoni, curatore della mostra e rettore del Museo di Gandino, “è largamente diffuso nel mondo cristiano e non è nuovo allo scopo di mettere in mostra il culto e l’uso devozione che è scaturito dalla fede popolare. Basti pensare alle processioni con apparati ricchi come i simulacri di Madonne debitamente vestite, oppure alle confraternite, che ancora oggi sono presenti sul territorio. Questa mostra vuole essere a doppia lettura, una palesemente artistica e l’altra intimamente di preghiera”. Le icone rappresentano, come sottolinea don Innocente Chiodi, prevosto di Gandino, “uno sguardo sulla realtà divina che entra nella storia e si svela celandosi nei misteri dell’incarnazione, passione morte e resurrezione di Gesù”.  E’ una forma artistica che rappresenta anche un elemento di dialogo ecumenico: comunemente considerata come elemento caratteristico della tradizione del cristianesimo orientale, del mondo bizantino e slavo, tuttavia, come sottolinea Giovanna Parravicini nel catalogo che accompagna l’esposizione, essa “nasce a Roma e trova la sua prima espressione nelle catacombe che custodiscono la memoria dei martiri”. Le tradizioni dell’arte religiosa in Oriente e in Occidente sono diverse, continua Parravicini, ma non in contrasto, “come un’unità sinfonica in cui le voci del coro non temono di perdere il proprio accento ma anzi, ne risultano valorizzate”. La varietà e la densità espressiva delle opere esposte contribuisce a smantellare il pregiudizio secondo il quale l’icona sarebbe una forma “ieratica, ripetitiva, impersonale”. Si possono ammirare icone molto diverse tra loro per provenienza geografica, tecnica esecutiva, età. “Questa esposizione – osserva sempre nel catalogo Stefania Verità – è stata l’occasione per confrontare un importante numero di opere di diverse provenienze ed epoche allo scopo di dare delle coordinate storico-artistiche più definite seppur con la consapevolezza che resta ancora molto lavoro da fare”. Il percorso abbraccia icone teologiche, devozioni, quelle che riguardano la Madre di Dio ed il Natale, le diverse raffigurazioni di Maria, la figura della Madre di Dio nella Passione e nella Gloria del figlio. Sono molti gli spunti di approfondimento e di riflessione offerti dalla mostra. Nelle prossime settimane prenderemo in analisi alcuni temi avvicinando le opere esposte con analisi più approfondite. Se vuoi saperne di più continua a seguirci. La mostra è aperta venerdì, sabato e domenica dalle 14,30 alle 18,30. Aperture e visite guidate in settimana solo su prenotazione: segreteria.museo@gmail.com 3485163905, www.museobasilica.com.

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