Marius, volontario Sve, in giro per la Bergamasca, alla scoperta del borgo di Olera

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Torna la rubrica “Vieni via con me”, che presenta racconti di giovani impegnati nell’anno di volontariato internazionale (Sve) in collaborazione con Gruppo Aeper. Marius, autore di questo “diario”, presta servizio nelle Politiche Giovanili di AEPER grazie al progetto STAND BY ME, finanziato da Erasmusplus che porterà 4 giovani volontari in AEPER nei prossimi due anni.
Marius affianca le figure educative nei progetti di Mapello, Ambivere e Valtrighe in collaborazione con le Parrocchie, ma dedica parte del suo tempo all’elaborazione di un progetto individuale, all’esplorazione di tutto il panorama delle politiche giovanili di AEPER e alla scoperta delle possibili forme di autoimpiego accessibili a giovani creativi.

Don Alessandro mi presta la sua macchina. Vado verso Val Imagna, Valcava. Voglio andare sopra la montagna che domina Mapello.  Questa giornata e specialmente chiara, luminosa come il blu del cielo. Niente nuvole.

Il monte è coperto di un fitto bosco, dove la luce dispersa un po’ di calore e di colore.  Qualche bacca è ancora attaccata sugli alberi nudi.  Anche dei cachi arancioni, grossi, sono ancora sui rami e il loro colore contrasta con l’albero nero magro e stanco.

La pianura è circondata da montagne. Le Alpi , molto lontane, molto alte, molto maestose, molto bianche. Sotto il Lago Maggiore c’è il Lago di Como. Tutto mi sembra piccolo, anche Milano e i suoi grattacieli.

Don Alessandro mi ha detto di andare a Olera, dopo Alzano. Un piccolo paese nel fondo di una valle, alla fine di una strada. Molto calmo e silenzioso a parte qualche cane che si arrabbia e abbaia. Passeggio nel bosco. Il cammino sinuoso mi fa pensare a Barèges, e i nostri giri incessanti con le mie sorelle, la mia famiglia, nel bosco di grandi faggi della mia infanzia. Il vento soffia tra gli alberi, sul tappeto di foglie gialle. Agita il riposo del bosco, ballando nello stesso fremito, come se fossero una cosa sola. Esco dal sentiero tracciato di pesanti sassi grigi. Dopo qualche minuto di cammino tra gli arbusti, cespugli, rovi, arrivo a una casa in rovina. Le sue sole abitanti sono le foglie  morte e qualche albero sedentario.

Per le strade di Olera c’è un odore di fuoco spento, di fuoco umido. Adesso è scesa la sera. Prendo la macchina ed entro nel paese più alto, Monte di Nese. Tutta la pianura è illuminata. Una mare di stelle inchiodate alla terra, scintillanti. Il cielo arancione lungo l’orizzonte è tagliato da una luna fina, sorridente, le montagne lontane sono immerse in un blu profondo.

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