Terra tra le mani: una mostra a sostegno delle donne del Senegal all’ex Chiesa della Maddalena

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Dopo Lurano, fa tappa a Bergamo la mostra “Terra tra le mani”, con l’obiettivo di presentare alla cittadinanza l’omonimo progetto di cooperazione internazionale che la Cooperativa Ruah ha avviato in Senegal e che vede coinvolte le donne del villaggio di Marsassoum, per sviluppare l’imprenditoria femminile locale. L’inaugurazione è prevista per lunedì 7 gennaio alle 18.30 presso l’ex Chiesa della Maddalena a Bergamo alla presenza di Bruno Goisis, presidente di Ruah e Daniela Meridda, referente Area Progettazione Ruah, che presenteranno il progetto e Marzia Marchesi. Seguirà un rinfresco. La mostra, dell’artista Emma Pesenti, è un viaggio tra le donne senegalesi, una rielaborazione pittorica delle foto scattate lo scorso maggio durante la prima missione di valutazione della Ruah in Senegal insieme a Celim Bergamo, tra i partner bergamaschi. Sarà possibile visitarla dall’8 al 13 gennaio, dalle 16 alle 20. I quadri esposti potranno essere acquistati, contribuendo in questo modo al progetto. “A Marsassoum, villaggio senegalese della regione della Casamance, abbiamo incontrato 100 donne, intraprendenti e solidali – spiega Daniela Meridda, referente Area progettazione di Ruah – che, riunitesi in un Gruppo di interesse economico, da alcuni anni lavorano un appezzamento di terra messo loro a disposizione dalla comunità. Controllano la produzione agricola, producono beni di consumo e ne assicurano la commercializzazione. Non hanno bisogni da soddisfare, ma diritti da tutelare: il diritto ad una vita dignitosa, il diritto all’autonomia finanziaria, il diritto di costruire un futuro ai loro figli e di garantire un presente alle loro famiglie. Le donne di Marsassoum sono attivamente impegnate nella creazione di ricchezza e di benessere familiare. Vogliono essere riconosciute per quello che sono, nel loro contributo al risparmio, al lavoro e allo sviluppo. Ci sono ancora molte disuguaglianze e ostacoli, anche di carattere strumentale, che non favoriscono questo processo: lavorano molto, ma guadagnano poco e non riescono a ottenere quell’indipendenza finanziaria che spetterebbe loro. Queste donne rappresentano davvero la spina dorsale di un continente che cammina con i loro piedi e il nostro piccolo progetto vuole sostenere il loro, già prezioso e formidabile, lavoro”. Non è la prima volta che la Cooperativa Ruah appoggia dei progetti in loco in Senegal, grazie soprattutto ai suoi mediatori culturali provenienti da questo Paese: in passato sono stati realizzati una scuola professionale per donne e una scuola materna a Dakar; nel 2001 e nel 2003 attraverso dei campi – lavoro diversi volontari hanno apportato il loro contributo facendo dei lavori agricoli per la comunità e di ristrutturazione di una scuola. “Tra gli obiettivi che si pone il progetto – spiega Bruno Goisis, presidente di Ruah -, il miglioramento dell’impianto strutturale dell’orto e dell’organizzazione interna per massimizzarne la produttività; aumentare la competitività dei prodotti coltivati nel mercato locale attraverso la costruzione di una rete di collaborazione con le commercianti; aumentare il guadagno delle donne dalla vendita delle produzioni; sviluppare una cultura del risparmio per permettere alle donne di accantonare somme di denaro da utilizzare in situazioni impreviste e creare un fondo di risparmio collettivo”. Il progetto “Terra tra le mani” si lega al Laboratorio del Riuso – gestito in collaborazione con la Cooperativa Ecosviluppo e A2a Servizi – presente alla piattaforma ecologica di via Goltara a Bergamo: si tratta di un corner point dove i cittadini possono lasciare oggetti ancora riutilizzabili, ritirati poi dal Laboratorio Triciclo della Cooperativa Ruah. L’aspetto interessante di questa iniziativa, oltre alla possibilità di salvare oggetti che possono ancora essere immessi in un circolo virtuoso di riutilizzo e generare valore sociale aggiunto, sta proprio nel fatto che il ricavato della vendita degli oggetti sarà utilizzato per sostenere questo progetto in Senegal. Il progetto è inoltre sostenuto in loco da diverse realtà: Groupement d’Intert Economique “Wakilu de Marsassoum”, diocesi di Kolda attraverso la Caritas Diocesana, Parrocchia di Marsassoum, Istituto delle Adoratrici del Sacro Sacramento di Marsassoum ed Istituto di Credito Crédit Mutuel di Marsassoum; mentre i partner italiani sono Celim Bergamo e la Cooperativa Ecosviluppo. Finora attraverso diverse iniziative sono stati raccolti 4 mila euro, a fronte di un costo complessivo di 30 mila euro. Chi volesse contribuire, con una donazione, può effettuare il versamento sul seguente iban: IT25 I033 5901 6001 0000 0142 785.

 

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