Amare sino alla fine. L’esempio di Tiziano

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“Li amò fino alla fine” è la frase della mia immaginetta dell’ordinazione sacerdotale. È tratta dal Vangelo di Giovanni e traduce lo stile che allora desideravo, come desidero ancora, vivere come prete nei confronti dei fratelli che incontro sul mio cammino.

Perché questo sia possibile occorre innanzitutto la preghiera che rende il cuore simile a quello del Buon Pastore e che “cambia il mondo” come ci diceva il nostro rettore don Pasquale ai tempi del Seminario; tuttavia, serve anche qualcuno che ci mostri che vivere questo è possibile.

Ho conosciuto un gigante dell’amore

Io ho avuto la grazia di conoscere diverse persone che mi sono state maestre di vita su questo. E nelle ultime settimane posso dire con certezza  di aver assistito al viaggio verso il Paradiso di un gigante nell’amore. Tiziano era un giovane papà, nativo di Almenno San Salvatore, morto dopo lunga malattia venerdì 1 febbraio a pochi giorni dal compimento dei 48 anni, che ricorreva il 7 febbraio. Sposato con Annarita, ha due figlie, Alessandra e Erica, di 17 e 11 anni.

Il 4 febbraio, insieme a don Mario Gatti e a don Angelo Roncelli, in una Chiesa Parrocchiale di Telgate stracolma, abbiamo celebrato il suo funerale. Non ho mai fatto tanta fatica a tenere un’omelia: guardavo la sua mamma, sua moglie e le figlie, i suoi fratelli e le sue sorelle (erano 6 figli), i suoi parenti che sono miei validi volontari in Oratorio a Telgate. E mi ha preso la commozione, perché Tiziano era una persona meravigliosa.

“Dal Paradiso vedrò ancora la bellezza delle montagne…”

A fine gennaio ha voluto ci vedessimo un attimo da soli. Ha parlato di fede, di come non l’avesse mai abbandonata e di come non ha mai smesso di pregare e di guardare in alto. Mi ha mostrato le foto delle sue amate montagne e delle vette raggiunte dicendomi: “Io, quando sarò nella vita eterna, contemplerò ancora la bellezza di quei posti. È così, vero don?”.

Ha parlato del Paradiso, chiedendomi se lui poteva andarci. Abbiamo riso insieme quando gli ho risposto che se non ci fosse andato lui, io non avrei visto nemmeno la porta da lontano. E mi ha fatto un dono, con parole che spesso ritornano nella mia mente e diventano motivo di preghiera: “Don, la Ale e la Erica, accompagnale.. accompagnale”. Senza merito da parte mia mi ha annoverato tra coloro che saranno chiamati a custodire ciò che lui ha di più caro.

Ha pensato alla vita dopo di lui

Nei giorni successivi, ho saputo che a tutti i suoi cari, salutandoli per l’ultima volta, ha lasciato un incarico. Addirittura ha spiegato, tra mille sofferenze e non poca fatica, come si doveva procedere per eventuali guasti in casa, chi chiamare per le fatture con il computer…: in poche parole, ha organizzato nel dettaglio la vita che sarebbe proseguita senza di lui. Gli dispiaceva tanto di non poter continuare il suo cammino con noi, ma fino all’ultimo ha pensato agli altri, per rendere meno pesante possibile la sua partenza per il cielo.

Ora lui è là, in Paradiso, con tutti i giusti che hanno fatto dell’amore la forma della loro esistenza. Ed è con il suo Signore, che ha amato e cercato in tutta la sua vita.

Il suo sorriso ci mancherà, ma sentiremo il calore del suo abbraccio che ci accompagna e ci aiuta ad affrontare le salite della vita, unito alla speranza che, giunti in vetta, lo ritroveremo e, finalmente, staremo per sempre con lui.

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