Babel, una nuova rivista delle Acli per raccontare «Bergamo, città dei mille volti»

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Babel”: l’iniziativa editoriale delle ACLI Provinciali di Bergamo per scoprire e raccontare come cambia “Bergamo, Città dei Mille Volti”.

Dieci anni fa usciva per l’ultima volta l’inserto dell’Eco di Bergamo, “Bergamondo”, dedicato al tema delle migrazioni. Dieci anni dopo, le ACLI Provinciali di Bergamo, insieme alla Cooperativa Impresa Sociale Ruah, all’Istituto Professionale “Pesenti” e ad altri molteplici ed eterogenei protagonisti della città, recuperano quell’eredità e scelgono di raccontare il volto nuovo della Città dei Mille Volti.

E questa eredità è Babel, una rivista cartacea semestrale che verrà distribuita gratuitamente, per offrire alla cittadinanza uno strumento per conoscere e comprendere la continua trasformazione che attraversa la città “grazie ai nuovi cittadini del mondo”.

L’idea di Babel nasce circa un anno fa dall’esigenza di Daniele Rocchetti, presidente delle ACLI provinciali, di offrire una fotografia della realtà cittadina che mostri il volto bello e dignitoso della migrazione a Bergamo, che renda orgogliosi i suoi abitanti di quelle buone esperienze così diffuse, ma sempre troppo poco visibili di prossimità e integrazione e che così racconta: “Il cambiamento del volto della città in questi dieci anni è stato sconcertante. Ma altrettanto sconcertante è il come la narrazione contemporanea racconti il tema della migrazione. Per questo è stata pensata Babel, per cambiare la narrazione dell’altro, perché non sia soltanto quella pregiudiziale e motivata dal rancore, quanto piuttosto che sia racconto di una realtà consolidata, il racconto di una città fondata sulla convivialità delle differenze, in cui si sanno, si vogliono e si possono tessere i fili di una cittadinanza che sia di tutti”.

Babel, quindi, è pensata come la sfida che non soltanto il mondo dell’associazionismo, ma anche e soprattutto quegli attori della pubblica amministrazione e del settore privato che fanno della differenza una ricchezza lanciano alla cittadinanza presente e futura di andare contro corrente e parlare dei migranti non più come degli “altri”, ma di quelle donne e quegli uomini che con la loro cucina, il loro lavoro, la loro fede costruiscono faticosamente la pace.

Pionieri in questa avventura alla scoperta della bellezza della differenza, in qualità di redattori della rivista, sono Valeria Di Gaetano e Davide Cornago, desiderosi di “immortalare una fotografia che mostri la trasformazione sociale in atto oltre gli ideologismi”.

Alla conferenza stampa di lancio della rivista hanno partecipato anche Bruno Goisis, direttore della Cooperativa Ruah insieme a Marco Pacati, preside dell’Istituto Professionale “Pesenti”, la Prof.ssa Orsola De Francesco, referente dell’area di inclusione dell’Istituto, e Ahmed Farhan, studente e autore di un racconto autobiografico sul primo numero della rivista. Dalle loro parole è emerso il desiderio di partecipare a quella che Goisis ha definito una “santa pazzia”, quella di regalare a Bergamo qualcosa che non esiste più tempo, ma che è doveroso rilanciare “anche se alla gente non piace sapere che Bergamo sta cambiando volto e che sempre più spesso gli stranieri hanno molto più spirito di imprenditorialità degli italiani”.

Babel è un’ “operazione culturale” il cui messaggio lanciato è stato ben sintetizzato dai rappresentanti dell’Istituto “Pesenti, che, di una scuola maschile, il cui 50% degli studenti è di origine straniera e che raccoglie ben 45 nazionalità, non hanno fatto della necessità della differenza una virtù, ma piuttosto una scelta di acquisizione di ricchezza e di quotidiano rinnovamento, in cui ci si prende cura di coloro “che non ha più senso chiamare studenti stranieri, ma solo e tutti studenti, perché futuro dell’Italia”, di un’Italia che, come Babele, non sia “confusione disgregante”, quanto piuttosto la costruzione ininterrotta di qualcosa di grande nato dall’irriducibile e appassionata convivenza nel riconoscimento e nel rispetto delle differenze.

Nella foto un particolare dell’immagine di copertina

Copertina Babel 1_2018

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