Se ne ride chi abita i cieli: il dialogo tra un manager e un monaco sulle illusioni del potere

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«Così come l’abito non fa il monaco, il ruolo non fa il manager. Abituato a dare lezioni di management e a gestire problemi-eventi-persone, l’ospite imparerà che niente è pericoloso come l’illusione di avere potere sugli altri»: È accattivante il tema del nuovo libro di monsignor Giulio Dellavite, segretario generale della curia di Bergamo «Se ne ride chi abita i cieli» (Mondadori), che mette a confronto due mondi almeno in apparenza molto diversi e lontani: il silenzio del monastero e la frenesia del mondo aziendale. Monsignor Dellavite immagina infatti il dialogo tra un monaco e un manager, il confronto tra i loro punti di vista e le prospettive sul mondo. Tutto incomincia in una gelida serata invernale, con una sperduta stradina di campagna imboccata per evitare le code in autostrada, il manager sulla potentissima auto superaccessoriata all’improvviso in panne, il navigatore e lo smartphone desolatamente muti e, intorno, una fitta nebbia: tutto sembra congiurare contro il rientro in città, quel venerdì sera. Alla ricerca di un telefono per chiedere aiuto, finisce per bussare al portone di un’antica e isolata abbazia. Accolto da un rustico padre portinaio sottilmente ironico e da un sereno abate dalle perspicaci doti introspettive, il manager si scontra subito con l’essenzialità della vita monastica. A poco a poco, però, il suo spaesamento e la sua impaziente irritazione iniziale si stemperano, finendo per trasformare il pernottamento in un viaggio alla scoperta di una realtà solo in apparenza lontana da quella fuori delle mura dell’abbazia e, soprattutto, in un viaggio dentro se stesso. A fargli da guida i dialoghi con l’abate e il padre portinaio, e con i loro confratelli (il bibliotecario, lo speziere, l’ortolano), su temi universali come politica, economia e bene comune, ecologia e ambiente, verità e fake news, ruolo delle donne, apertura al mondo. Un’occasione per assaggiare i temi del libro è offerta dalla presentazione di mercoledì 13 febbraio alle 18 nel monastero Matris Domini (via Locatelli, 77). Intervengono due voci, e proprio come nell’incontro descritto nel libro si tratta di quella di un religioso e di un manager: saranno presenti infatti il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, e Roger Abravanel, dirigente, consulente aziendale, advisor, saggista (membro, tra l’altro, dei cda di Luxottica e Bnl). Come si legge nella presentazione in «Se ne ride chi abita i cieli» “don Giulio Dellavite affronta, attraverso la lente particolarissima della cultura monastica, tutti i temi cari ai manager di oggi: dal pensare in ottica relazionale alla gestione delle organizzazioni, dai modelli di leadership responsabile alle migliori strategie per vivere il cambiamento. Così facendo, attualizza insegnamenti millenari e suggerisce a chi legge che la vera grandezza sta nel non perdere mai di vista la propria dimensione spirituale. Soprattutto, la propria umanità.

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