Servizio di tutela dei minori, la diocesi di Bergamo fa scuola: “Il nostro obiettivo è formare una cultura diversa”

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Il Servizio di tutela minori della diocesi di Bergamo fa scuola: “Il nostro obiettivo – spiega il direttore don Gianluca Marchetti – è formare una cultura e una mentalità diversa, partendo dalla prevenzione e dalla formazione”. E combattere così gli abusi, definiti da Papa Francesco “uno dei crimini più odiosi e nefasti possibili”.

Il modello sperimentato a Bergamo è stato fra l’altro citato di recente tra gli esempi più efficaci messi in atto nella Chiesa a livello mondiale in un articolo sulla rivista “Civiltà Cattolica” firmato da padre Federico Lombardi, moderatore delle sessioni plenarie dell’incontro mondiale dei rappresentanti delle Conferenze episcopale sul tema che si svolge dal 21 febbraio al 4 marzo in Vaticano.

Il servizio diocesano “è una struttura stabile per la prevenzione di abusi a tutela dell’infanzia; ha lo scopo primario di rendere effettiva ed operativa una generale ed ordinaria prevenzione, affiancando al lavoro di formazione quello di osservatorio e studio degli aspetti attinenti alla tutela e sicurezza del minore relativi ai vari settori della pastorale; tiene monitorata e studiata la giurisprudenza sia penale che civile in materia di abuso minorile ad opera di chierici; svolge attività di consulenza in singoli casi sottoposti alla sua attenzione sia dall’Ordinario che da parroci o referenti di attività pastorali; si occupa infine della ricezione e trattazione di eventuali segnalazioni”.

Non è facile portare avanti un compito così delicato in un clima di continua emergenza: “Oggi i casi di abusi compiuti nell’ambito ecclesiale – sottolinea don Marchetti – hanno una forte risonanza, e sotto alcuni aspetti questo è giusto, finché costituisce un richiamo a un’azione rigorosa di contrasto, a una maggiore attenzione e trasparenza, a perseguire sempre la giustizia. A volte, però, assistiamo anche a esasperazioni e strumentalizzazioni messe in atto con l’intento di colpire e delegittimare la Chiesa, con intenti ideologici o economici”.

Questa crisi provoca disagio e paura, ma l’auspicio è che diventi un’occasione per la Chiesa: “La considero una sfida che può rimettere in gioco le comunità e spingerle a un rinnovamento radicale. Prima di tutto ci sollecita a un’indagine profonda su cosa sia la giustizia, cosa significhi ristabilirla, cosa si può fare per proteggere e difendere i minori, che cosa abbiamo da dire, come cristiani, su temi importanti come la sessualità e diversità, senza appiattirci sui modelli antropologici correnti. E’ giusto chiederci quale sia il modello di Chiesa che vogliamo incarnare: l’abuso su un minore è infatti spesso il punto finale di una catena di abusi di potere. Non basta fermarsi al fatto delittuoso, bisogna saperlo collocare e leggere in un contesto più ampio”.

Bisogna creare intorno ai minori una vera e propria rete di protezione: “La prevenzione è un compito che coinvolge la comunità intera e nasce da una sensibilità diversa, dall’aiutarsi a vicenda a vigilare sui ragazzi e a custodirli, a segnalare le situazioni critiche o sospette”. Non si tratta solo di un approfondimento “tecnico” ma anche pastorale e spirituale: “E’ importante chiedersi che cosa ha da dire il Vangelo su questo tema, quali linee di comportamento, quali stimoli e chiavi di lettura ci può offrire, mantenendo il nostro sguardo puntato sui più piccoli, sui più fragili”.
Quello di Bergamo è uno dei primi Servizi di tutela minori nati in Italia: “Le ultime disposizioni della Cei – osserva don Marchetti, che fa parte anche del consiglio di presidenza del Servizio Nazionale – prescrivono l’obbligo di crearne uno in ogni regione ecclesiastica, con almeno un referente per ogni diocesi”. Il servizio locale ha una struttura molto articolata, che si avvale anche di servizi specialistici. Accanto ai due sacerdoti – oltre a don Marchetti il servizio ha un vicedirettore, don Francesco Airoldi – lavora infatti un gruppo di studio composto da esperti (magistrati, pastoralisti, psicologi) che svolgono analisi, ricerche, approfondimenti di questioni generali e predispongono “buone prassi”, consigli per le attività quotidiane. C’è poi una stretta collaborazione con il centro Tiama, con i consultori diocesani, con cooperative di formazione, educatori professionisti e gli altri uffici di curia per mettere in atto incontri di formazione e informazione.

C’è anche uno sportello di ascolto, che si attiva su appuntamento, per la raccolta delle segnalazioni. I casi vengono poi valutati da alcuni esperti, in sinergia con consultori e uffici legali: “Se abbiamo anche solo un dubbio che un minore si trovi in pericolo – sottolinea don Marchetti – non esitiamo a ricorrere subito all’autorità giudiziaria, perché prima di tutto viene la sua sicurezza. Valutiamo con attenzione ogni situazione, qualunque sia il tipo di disagio o abuso e chiunque sia coinvolto”. Dopo la segnalazione il servizio resta comunque al servizio delle vittime e dei familiari: “Quando ci viene richiesto le indirizziamo ai servizi specializzati, e comunque, quando viene richiesto, restiamo a disposizione per colloqui e incontri di approfondimento”. Viene dedicata infatti attenzione anche alle “ferite spirituali” che un abuso può portare con sé. In un momento così difficile: “Ci impegniamo molto a cercare unità d’intenti e collaborazione. Ci occupiamo in prima battuta di formare sacerdoti, animatori, catechisti, con interventi diretti oppure istruendo i formatori dei corsi già previsti. E’ necessario mantenere equilibrio e buon senso e non perdere di vista verità, chiarezza, assunzione di responsabilità. Sarebbe sbagliato sentirsi impotenti e disarmati di fronte al clima generale di ostilità su questo tema. Non si può nascondere che i criminali, i delitti, le ingenuità ci sono, non li nascondiamo, ma c’è anche molto altro. Nelle nostre comunità si realizza ogni giorno un lavoro preziosissimo e silenzioso che genera relazioni positive, crescita, valori. Dobbiamo fare in modo che possa svolgersi sempre in un clima di fiducia e di sicurezza”.

Per informazioni, contatti e approfondimenti si può consultare il sito della diocesi cliccando qui.

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