Alla scoperta dei «Santi di carta»: una mostra a Torre Boldone

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Per secoli, i «santi di carta», cioè santini e immaginette, hanno nutrito la spiritualità quotidiana di intere generazioni di cristiani. Anche oggi tanti li tengono in casa, aziende, portafogli, libri e auto. Sono anche diventati fonti di ricerche storiche perché specchio di religiosità, cultura popolare, etnografia e perfino politica dell’Italia e dell’Europa, tanto che la storiografia li definisce come «nobiltà dei santi di carta». Questa nobiltà si può ammirare a Torre Boldone nella mostra «Santini», inaugurata sabato pomeriggio 23 marzo dal parroco monsignor Leone Lussana nel centro pastorale Santa Margherita. La mostra espone sia 500 santini raffiguranti le Litanie lauretane, la vita di Maria e altre preghiere mariane, sia, per concessione della Biblioteca del Seminario, una decina di immaginette donate dal defunto monsignor Mario Frosio, canonico della Cattedrale e già parroco di San Paolo in città. La più antica fra quelle esposte risale addirittura agli ultimi decenni del 1700. I santini dell’esposizione fanno parte della collezione, composta da oltre diecimila pezzi, di Luciano Tintori, residente in paese, che ha al suo attivo altre sei mostre in diverse parrocchie, dalla Cattedrale a Sala di Calolzio, da San Pellegrino Terme a Prezzate, fino all’ultima, nel maggio dello scorso anno, a Osio Sotto.

«Questi santini non potevano restare chiusi ad ammuffire in un cassetto — ha detto monsignor Lussana inaugurando la mostra —. Questa esposizione si pone come momento forte nel cammino pastorale della parrocchia per la sua valenza storica, religiosa, devozionale e culturale». «Oltre all’indubbio valore storico — ha aggiunto Tintori — questa mostra offre un percorso ragionato e vuole comunicare soprattutto il significato che i santini veicolano, cioè la devozione popolare, la spinta alla preghiera, una ricorrenza o semplicemente un invito al bene, la possibilità di riscoprire e alimentare la devozione che ha nutrito i cristiani di ieri e può nutrire anche quelli di oggi. In pratica, sarà come un lungo viaggio nella religiosità popolare nei secoli».

La mostra (ingresso libero) resta aperta ogni giorno fino a domenica 31 marzo dalle 15 alle 19 (la domenica anche dalle 9 alle 13). È disponibile una guida gratuita alla mostra e anche un agile volumetto, scritto da Tintori sui Santi e Beati della terra bergamasca.

 

 

 

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