La famiglia non dev’essere terreno di scontro. Impariamo a mostrarne la bellezza

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«Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società». Così si è espresso Papa Francesco soltanto pochi giorni fa, a Loreto, dove ha firmato l’esortazione apostolica rivolta ai giovani. Questa sottolineatura assume un valore particolare alla vigilia del Congresso mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Verona dal 29 al 31 marzo, un incontro sul quale si sta concentrando in questi giorni moltissima attenzione pubblica, con ricadute non sempre positive. Altrettanto opportuno ci è sembrato il richiamo del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei: «Avremmo preferito uno stile diverso da parte di tutti, con meno polemiche. La famiglia non è una squadra di calcio, è una realtà fondamentale che, anche partendo da sensibilità diverse, deve vederci uniti». È certamente opportuno chiedere un rinnovato impegno da parte della politica a collocare la famiglia tra le priorità della propria agenda (anche perché i governi cambiano, ma in quest’ambito i risultati non si vedono mai). Ci sembra altrettanto importante, però, cercare di trovare soluzioni comuni, di fare sintesi dove possibile, invece di inasprire il clima, come sottolinea ancora Bassetti, in un Paese «sempre più sfilacciato», dove «ci si accapiglia e ci si divide accecati da ideologie». La famiglia nel dibattito di questi giorni appare sempre più strumentalizzata, sia da chi la considera «superata e retrograda» sia da chi la vorrebbe usare per legittimare nuove discriminazioni. Le famiglie vere, nel frattempo, aspettano risposte: più sostegno, tasse meno gravose, opportunità di occupazione, servizi che permettano una migliore conciliazione dei tempi di cura e lavoro. La Chiesa svolge già una parte importante nella vita quotidiana delle famiglie nelle comunità parrocchiali con l’impegno educativo, l’offerta di luoghi di incontro, di formazione e riflessione, con la presenza generosa di preti, catechisti, educatori. Può diventare però anche uno stimolo per mostrarne la bellezza e le risorse. «Per troppo tempo – dice ancora il cardinale Bassetti – abbiamo raccontato la famiglia come qualcosa di triste, superato e problematico». È ora di cambiare: più che brandire i valori (che sono vitali, veri, non “superati”) come spade per ferire gli altri, sarebbe giusto che – come cattolici – fossimo capaci di mostrarne la bellezza e di farla diventare «contagiosa».

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2 commenti

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    Marco Dusatti on

    Condivido il parere del cardinale Bassetti. Non si difende la famiglia, cosiddetta tradizionale o naturale, con una nuova crociata e i politici di tutti gli schieramenti non dovrebbero ulteriormente alimentare l’attuale diffuso clima di scontro allo scopo di acquisire voti, sapendo bene che in questi decenni nessun tipo governo ha attuato provvedimenti utili a sostenere e tutelare la famiglia, di qualunque tipo essa sia.

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      Fabio Baldelli on

      Chissà come mai si pensa sempre che i politici difendano la famiglia solo per acquisire voti…mai una volta che magari si pensi che quel tal politico lo faccia perchè ci crede davvero. Ma perchè uno che ci crede davvero non ha la libertà di battersi per questo, senza ricevere le ironie persino dei cattoliconi-bravi-solo-loro? Non capisco perchè se pongo problemi in merito alla migrazione non sono cristiano, se difendo la famiglia non sono cristiano, se non condivido la battaglia ideologica e sostenuta dai poteri forti di Greta sull’ambiente non sono cristiano…ma chi è così superbo e arrogante da deciderlo?

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