Pregare per i politici. Difficile, ma necessario

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Foto: Il presidente francese Macron in visita a Papa Francesco

Il mio parroco, in una messa della domenica, ha chiesto di pregare per i politici. Non ha detto altro. Ma nell’assemblea si è notato un sussurro che non era precisamente di approvazione. Secondo te, come mai non si riesce più a pregare per i politici? Ermanno

Che la politica soffra di una grave disaffezione tra gli italiani, non è una novità, caro Ermanno. Non mi pare, tuttavia, che non si riesca più a pregare per questa intenzione.
Riconosco che fatichiamo non poco a comprendere che essa è parte della nostra vita, del nostro stare insieme. A volte ci arrabbiamo per quanto accade al governo, oppure “imprechiamo”, senza che ce ne assumiamo le responsabilità.

La politica e le responsabilità di tutti

Con un senso profondo d’impotenza, decliniamo ogni nostro impegno, affermando: «Purtroppo non possiamo farci niente!». Consapevoli o meno, ci dimentichiamo che, al contrario, possiamo pregare per i responsabili delle nazioni perché compiano sempre scelte a favore del bene comune e non siano parziali nel deliberare.
A questo proposito è illuminante un’omelia del Papa:

Un buon cristiano partecipa attivamente alla vita politica e prega perché i politici amino il loro popolo e lo servano con umiltà. Questo significa – afferma il Pontefice- che nessuno di noi può dire: ma io non c’entro, sono loro che governano. No, io sono responsabile del loro governo e devo fare del mio meglio perché loro governino bene, partecipando alla politica come posso. La politica, dice la dottrina sociale della Chiesa, è una delle più alte forme della carità, perché è servire il bene comune. E io non posso lavarmene le mani: ciascuno di noi deve fare qualcosa. Ma ormai abbiamo l’abitudine di pensare che dei governanti si deve solo chiacchierare, parlare male di loro e delle cose che non vanno bene» (16 settembre 2013).

Il senso della preghiera per chi fa politica

Il lavoro delle autorità civili è difficile e complesso: dalle decisioni e orientamenti dei nostri governanti dipende la vita di tutti i cittadini, in bene e in male: scelte sbagliate o azzardate compromettono l’esistenza di intere popolazioni. Più di tutti, essi hanno bisogno di lasciarsi illuminare dallo Spirito santo perché il loro agire sia sempre a favore della vita! La nostra preghiera allora dev’essere costante e perseverante! Già san Paolo, a suo tempo, scriveva a Timoteo: «Raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio» (1 Timoteo 2, 1-8).

Le preghiere previste dalla liturgia della Chiesa per la politica

Nella sua saggezza e sapienza, la Chiesa offre ai credenti schemi di celebrazioni eucaristiche per coloro che ci governano: “per la patria”, “per la comunità civile”, “per le autorità civili”, “per gli organismi soprannazionali”, “per il presidente della repubblica”, “per il progresso dei popoli”, “per la pace e la giustizia”, “in tempo di guerra e di disordini”. Inoltre i formulari per le preghiere dei fedeli riservano sempre la seconda intenzione per i nostri governanti, amministratori e politici, perché governino con retta coscienza a favore del popolo loro affidato e non per altro, consapevoli che ne dovranno rendere conto a Dio.
Non possiamo rifiutare il nostro sostegno orante per coloro che ricoprono cariche civili: ciascuno secondo le proprie possibilità è chiamato a innalzare al cielo suppliche per coloro che stanno al potere!
Ricordo che, anni fa’, durante una crisi di governo, un’anziana signora venne alla porta del monastero confidandomi che la sera stessa avrebbe iniziato una novena per la nostra nazione: recandosi ogni sera a piedi al santuario mariano del proprio paese, avrebbe invocato l’intercessione di Maria perché aiutasse i nostri governati a trovare soluzioni sagge.
Ne rimasi edificata e ringraziai il buon Dio per quell’umile, nascosta, ma efficace “azione politica”.

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