“Sorelle in fuga”, il musical che aiuta a costruire in Palestina un futuro di pace

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Aiutare a costruire in Palestina un futuro di pace e di giustizia, partecipando a una serata a teatro. E’ quanto propone La Tenda di Amal Onlus, l’associazione bergamasca nata nel 2017 dall’unione di alcuni gruppi presenti sul territorio impegnati nella sensibilizzazione alla questione israelo-palestinese e accumunati dalla logica della nonviolenza per la risoluzione dei conflitti.

Per sostenere il suo operato, in collaborazione con l’Accademia Showbiz di Brescia, l’associazione ha organizzato una serata di presentazione del musical “Sorelle in Fuga”: lo spettacolo, che andrà in scena sabato 16 marzo alle 21, al Teatro Serassi di Villa d’Almè, si ispira al celebre film “Sister Act” e coinvolge più di 60 attori, ballerini e musicisti, proponendo musiche e canzoni dal vivo.

Il costo del biglietto è di 15 €, la prevendita è disponibile scrivendo a info@latendadiamal.org. Il ricavato dell’evento sarà utilizzato dall’associazione per sostenere i due progetti avviati in Palestina e in Israele, che interessano in particolari minori, famiglie e categorie sociali, i cui diritti umani fondamentali sono minacciati dalla situazione di conflitto e instabilità presente da tempo in Terra Santa.

Il primo, Tutti a Scuola in Terra Santa, mira a garantire il diritto allo studio di 250 bambini beduini Jahalin di 11 villaggi situati tra Gerusalemme e Gerico. Responsabile di questo progetto è l’istituto delle Suore Comboniane di Roma, con referente la suora missionaria Agnese Elli. L’impegno della Tenda di Amal è di raccogliere fondi per sostenere gli insegnanti e tutte le persone che si prendono cura dei bambini beduini e del loro futuro, cercando di migliorare anche le strutture scolastiche dove non sufficientemente adeguate.

Le Mani Operose delle Donne di Nazareth invece sostiene Nasijona-Nazareth, l’associazione che riunisce più di cento donne della città, musulmane e cristiane, in un lavoro di tessitura per la realizzazione di pizzi, ricami e prodotti di maglieria, secondo il modo tessile tradizionale locale. Attraverso l’incontro intergenerazionale e incoraggiando la pace interreligiosa, il progetto vuole recuperare un’arte quasi dimenticata per rinforzare la posizione sociale e il ruolo economico della donna arabo palestinese in Israele e favorire anche la rinascita e lo sviluppo del patrimonio artigianale tradizionale della comunità locale.

 

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