Europa, una bandiera per un nuovo inizio. Un presidio con il Movimento federalista

0

Mancano ormai pochi giorni al 21 marzo, all’inizio della primavera, la stagione dell’anno da tutti associata ad un nuovo inizio: della natura, delle promesse, delle buone idee. E, proprio a voler simboleggiare un nuovo inizio per la vicenda europea, giovedì 21 marzo il Movimento Federalista Europeo chiede a tutti coloro che credono in un’Europa federale, democratica e solidale, di esporre alle proprie finestre quegli stessi colori di primavera, il blu e il giallo, della bandiera europea.

Il Movimento Federalista Europeo ha accolto l’invito di Romano Prodi ad esporre le bandiere europee il 21 marzo, inizio di primavera e giorno della memoria di San Benedetto, patrono d’Europa, per chiedere che in Europa si continui costruire il progetto originario ideato da Altiero Spinelli, quello secondo cui gli Stati Nazione rinuncino a parte della propria sovranità, senza perdere, però, la propria nazionalità, perché finalmente si affrontino in maniera collettiva tematiche di interesse transnazionale che le resistenze nazionalistiche si sono dimostrate incapaci di gestire e nei confronti delle quale continuano a porre delle resistenze”, spiega Beppe Benigni, portavoce del Movimento.

La proposta all’adesione a questo movimento dal basso che costruisca una federazione europea vincendo le resistenze dei nazionalismi” è stata accolta positivamente da numerosi attori della realtà bergamasca, che, durante la conferenza stampa svoltasi nei giorni scorsi presso la sede delle Acli provinciali, hanno dichiarato la propria partecipazione al presidio che si terrà appunto giovedì 21 marzo, dalle 17.30 alle 19.30, in Piazza Matteotti a Bergamo, durante il quale tanto il Movimento Federalista Europeo, quanto il Comune di Bergamo distribuiranno bandiere europee. “L’adesione al presidio da parte del Comune di Bergamo è motivata dal fatto che l’amministrazione crede fortemente che quest’epoca e le prossime elezioni europee siano un punto di inizio e non un punto di arrivo per la storia dell’Europa. E a dimostrarlo è la voce dei più giovani che chiede più Europa (in riferimento alla marcia svoltasi per le strade della città nella mattinata di venerdì 15 marzo contro i cambiamenti climatici e alla giornata internazionale per la pace, coordinata dal Sermig di Torino, che si terrà a Bergamo il prossimo 11 maggio, ndr) nella risoluzione di problemi quali il cambiamento climatico e la pace, che soltanto l’Europa e non i singoli Stati potranno e sapranno affrontare” commenta il sindaco Giorgio Gori.

Al presidio del 21 marzo aderiranno i sindacati, i cui segretari provinciali, Orazio Amboni (CGIL), Danilo Mazzola (CISL) e Angelo Nozza (UIL), concordano nel fatto che, in un’epoca di interconnessioni e mobilità in crescendo nel mondo del lavoro, i diritti dei lavoratori non possano più riguardare soltanto il singolo Stato, ma debbano diventare oggetto di riflessione europeo, che non sia soltanto di carattere attuale, ma consapevole della responsabilità nei confronti delle generazioni future, quelle che ormai hanno e sono con la testa in Europa e alle quali non si può chiedere di fare un passo indietro e tornare a pensare solamente in termini nazionali. Ad aver aderito all’iniziativa sono anche la Fondazione Serughetti – La porta, l’ANPI di Bergamo e i Giovani Democratici, che, rispettivamente attraverso le parole di GianGabriele Vertova, Mauro Magistrati e Gabriele Giudici, hanno sottolineato il valore ideale del progetto europeo, quello che fondato su democrazia, libertà e uguaglianza, ha permesso la creazione di un continente accomunato da un patrimonio comune di cittadinanza, attraverso il quale si sono sempre rigettate posizioni belligeranti, estremiste e xenofobe.

 

Infine, consapevoli del fatto che non basterà un presidio a far conoscere e comprendere ai cittadini la grandezza e l’unicità del progetto europeo, le Acli provinciali hanno deciso di lanciare un percorso (in)formativo rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni per “alfabetizzare su cosa sia l’Europa e  quali le sue istituzioni” commenta Beppe Tognoni, consigliere provinciale delle Acli, “affinché dai giovani rifiorisca il sogno degli Stati Uniti d’Europa, il sogno del gruppo dei giovani de La Rosa Bianca, il Movimento studentesco che ebbe il coraggio di sfidare il regime nazista perché fortemente convinto che senza Europa non c’è futuro” conclude Daniele Rocchetti, presidente della Acli provinciali.

Share.

Lascia un commento