A Longuelo il Trio di Michael Rosen: la Passione narrata con il jazz

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Leggere i testi sacri, coglierne i significati e rielaborarli attraverso il potente canale della musica. È questo il senso del concerto, organizzato dalla parrocchia di Longuelo per il 14 aprile, nell’ambito delle coinvolgenti e ricche proposte quaresimali: la reinterpretazione, in chiave jazz, della Passione secondo Luca ad opera di un trio d’eccellenza, formato dall’americano Michael Rosen al sax, il connazionale Danny Grissett al piano e l’italiano Paolino Dalla Porta al contrabbasso.
 
«L’idea – spiega Michael Rosen – è quella di interpretare le parole dell’evangelista in termini musicali. Dai testi della Passione di Luca, infatti, emergono momenti di pathos intenso che il concerto vuole rispecchiare a pieno, in maniera fedele ai brani che verranno letti prima di ogni esecuzione. Nello specifico, ci saranno alcuni episodi chiave che parafraseremo musicalmente. Il primo è l’ultima cena, in un clima di allegria conviviale turbata, però, dallo spettro di un tradimento incombente che si dovrà consumare. Poi, il momento in cui Gesù sta da solo in preghiera nel podere del Getsemani, in attesa di essere arrestato. A seguire, la scena della condanna da parte di Pilato: connubio tra il dolore per una fine ormai certa e la constatazione, sempre attuale, della sopraffazione operata da un potere politico molto grande ai danni di un elevato e scomodo, sotto certi aspetti, pensiero spirituale. Poi, il lamento delle donne e, infine, il momento della morte. Si tratta, quindi, di episodi tristi e, in un certo senso, pesanti ma dai quali, a tratti, emergono messaggi di speranza: spunti positivi e salvifici, sopratutto nell’atto del sacrificio di Gesù sulla croce. Non ci sono quindi solo amarezza e dolore, ma anche raggi di luce cristiana nelle tenebre». 
 
Il testo sacro e il messaggio da esso veicolato, tirando le somme, sono il nucleo attorno a cui ruoterà fedelmente il concerto, in programma la sera della domenica delle palme, nel tentativo di ribadire la necessità e l’utilità di un rapporto tra musica e liturgia, soprattuto in un periodo di meditazione e riflessione come la Quaresima. «In quasi tutte le religioni, infatti, la componente musicale è una parte fondamentale dei riti e delle preghiere. C’è sempre stato, fin dall’antichità, un nesso molto forte tra i due ambiti: la tendenza ad unire il significato di un testo religioso con una melodia che, a livello di disposizione interiore, aiuti nella meditazione e nella preghiera». 
 
La fusione tra la spiritualità insita nella musica e la riflessione religiosa, infatti, è proprio il motivo fondante del concerto di Longuelo, nel quale verrà proposta una lettura musicale dei testi di Luca, attraverso sinfonie prevalentemente originali, in un mix tra armonie sacre, antiche e jazz. «È giusto precisare – ci tiene a dire Rosen – che il jazz non è estraneo, come genere, al contesto della musica sacra. Anzi, nacque proprio a New Orleans sulla scia dei canti usati per i riti funebri e del gospel, diventando così l’accompagnamento strumentale ai salmi con cui gli afroamericani glorificavano Dio nelle loro chiese. Con il passare del tempo, però, il jazz ha preso una sua precisa direzione, squisitamente musicale e non più totalmente  correlata  alla preghiera. Premesso ciò, il concerto del 14 aprile non sarà ovviamente una esibizione di puro jazz. Presenteremo, invece, testi sacri originali della tradizione europea, molto melodici e legati a tematiche spirituali come la morte e il sacrificio, nel tentativo di porre il jazz in rapporto con più mondi: dalla musica religiosa continentale a quella ebraica. In tal senso, ho scelto per affiancarmi nel concerto due elementi di elevato spessore, musicisti non tradizionalisti, come il grande contrabbassista Paolino Dalla Porta e il pianista Danny Grissett». 
 
Un trio d’eccellenza, di caratura internazionale, portato a Longuelo per iniziativa del parroco don Massimo Maffioletti, amico di lunga data di Rosen. «Sono nato a Ithaca, nello stato di New York – chiarisce il sassofonista -. La mia formazione musicale è avvenuta in patria ma, dopo una tournée in Italia nel 1987, ho deciso di stabilirmi proprio nel Bel paese e, attualmente, vivo a Roma. Sono molto affezionato alla scena musicale italiana e, più in generale, a quella jazz europea. Diverso tempo fa, tramite amicizie in comune, ho avuto modo di conoscere don Massimo Maffioletti. A livello di sensibilità musicale e artistica, ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d’onda tanto che, poco dopo, mi ha invitato a suonare per lui, nella sua parrocchia, assieme a Paolino Dalla Porta. Il concerto gli è piaciuto molto e ora, ad una quindicina d’anni di distanza, ecco l’occasione propizia per un nuovo e inedito bis, sempre a Longuelo».

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