Bambini in mezzo al mare: storie di giovani rifugiati dalla Seconda guerra mondiale a oggi

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A Bologna in questi giorni si svolge la Bologna Children Book’s Fair, la Fiera internazionale del Libro per ragazzi. Un grande evento, a cui partecipano migliaia di persone da tutto il mondo: editori, autori, traduttori, illustratori, insegnanti, bibliotecari. I ragazzi partecipano alle centinaia di appuntamenti promossi in contemporanea in giro per la città: incontri, spettacoli, presentazioni. A noi pare che i libro siano soprattutto destinati a unire le persone, a smontare gli stereotipi, ad aiutare nell’opera di costruzione di ponti tra popoli e culture. In questo dossier ve ne presentiamo quattro che trattano temi di attualità e che possono diventare ottimi punti di partenza per laboratori e approfondimenti in famiglia, all’oratorio e a scuola.

 

Chi mai si ricorda della storia della nave St. Luis che nel 1939 portava 936 ebrei in fuga dalle persecuzioni naziste a Cuba? Fu lasciata in attesa per undici giorni davanti ai porti e poi rimandata indietro, in Europa, attraverso l’Atlantico. Al ritorno 264 di loro morirono nei campi di concentramento. Altri si salvarono, come Ruth, una ragazza di diciotto anni, in viaggio con la sua famiglia. La sua storia è narrata – con altre quattro – nel libro “In mezzo al mare” (Il Castoro) di Mary Beth Leatherdale, con le illustrazioni di Eleanor Shakespeare, appena presentato alla Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna. E’ un libro speciale perché racconta storie vere, di cinque giovani rifugiati di periodi storici e di popoli diversi, uniti dall’essere stati migranti per mare quando erano bambini. Ci sono Ruth, in fuga dalla Germania nazista, Phu, via dal Vietnam in guerra, José e Najeeba, e infine quella di Mohamed, che dalla Costa d’Avorio in piena guerra civile affronta il viaggio per approdare in Italia, dove oggi vive e lavora. Sono storie forti, capaci di unire le persone e le situazioni attraverso il tempo e lo spazio. E’ così che dalle pagine è nato un progetto particolare: la traduzione in italiano è stata curata da un gruppo di ragazzi delle scuole superiori dell’istituto omnicomprensivo “Pirandello” di Lampedusa, impegnati in un progetto di alternanza scuola-lavoro. “Quando l’ho letto in inglese – spiega Mariella Bertelli, coordinatrice di questo progetto – mi ha colpito moltissimo. Proporlo ai ragazzi di Lampedusa è stato un atto di coraggio perché sono già bombardati di informazioni sugli sbarchi, li vedono accadere ogni giorno. La chiave di lettura scelta dall’autrice, però, era diversa e intrigante e questo mi ha spinto a provare”. I ragazzi si sono divisi in cinque gruppi e ognuno si è occupato di un racconto. Un sesto gruppo ha curato un blog sul web per raccontare questa esperienza. Non a caso un euro per ogni copia venduta sarà devoluto proprio alla biblioteca Ibby di Lampedusa.

Ci sono volti, in questo libro, e vicende più vicine delle news dei telegiornali, nonostante siano più lontane nel tempo. “In mezzo al mare” ci ricorda, come scrive l’autrice all’inizio, che «se stiamo leggendo questo libro, abbiamo “vinto alla lotteria”, quella che conta davvero, quel colpo di fortuna casuale che ti ha fatto nascere, o immigrare, in una parte del mondo relativamente benestante e pacifica. Questo fa di te una persona privilegiata». Alla presentazione a Bologna c’era anche Mohamed, che ora vive a Roma: “Quando sono arrivato a Roma dormivo per strada con i senzatetto e dormivo su un pezzo di cartone. Poi mi hanno portato in un centro per minorenni non accompagnati che si chiama Civico Zero. Ho imparato l’italiano, ho seguito un corso per receptionist d’hotel e grazie a uno dei volontari del centro mi sono appassionato alla fotografia. La mia vita è completamente cambiata. Non è stato facile raccontare la mia storia, ma l’ho fatto volentieri perché penso che la condivisione e la conoscenza reciproca aiutino a smontare i pregiudizi e le paure e che questo sia l’unico modo per affrontare i problemi e risolverli”. Accanto alle storie ci sono piccole schede con date e luoghi: il libro, concepito in questo modo, non è soltanto una lettura piacevole e avvincente ma può diventare il punto di partenza per tante attività e laboratori con i ragazzi.

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