Gli angioletti annoiati di Raffaello: “Scappiamo dal quadro”

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Nella celebre “Madonna della Sistina” di Raffaello, del 1513, conservato a Dresda, ci sono due angioletti pensosi che tutti conoscono. Molti, ingannati dalla loro (apparente) dolcezza, li appendono sotto forma di stampe e poster in camera da letto. Forse non lo faranno più dopo aver letto questo dialogo immaginario (divertente e un po’ irriverente) dello scrittore bergamasco Alessio Mussinelli. Gli angioletti dispettosi, rappresentati ai piedi di una Madonna col Bambino, nel periodo pasquale si sentono, chiaramente, un po’ “fuori dalla scena”. 

– Che noia oh. Che ne dici di fare due tiri con l’arco?-
L’angioletto scuote il capo.
– E di andare a nascondere le chiavi a San Pietro?-
– L’abbiamo fatto martedì –
– E se andiamo a suonare la tromba nelle orecchie di Santa Cecilia?-
– Ci sgrida già a sufficienza-
– Allora incolliamo le pagine del libro di San Girolamo…-
– L’abbiamo fatto martedì, dopo le chiavi di San Pietro-
– Ho capito, ma non possiamo stare qui a guardare dal poggiolo senza far nulla -.
– Non ho voglia di far niente, come te lo devo dire? –
– Sei noioso. Peggio di questi qui sopra. Non potevo avere un compagno di quadro peggiore di te -.
– Sei fortunato a non essere stato disegnato in un Trionfo della Morte. Lì, sì che ti potevi lamentare -.
– E se andassimo a sbirciare la Venere di Botticelli?-
– Mamma mia, sei sempre il solito. Non ti stanchi mai?-
– È Il clima della vacanza, mi agita-.
– Ecco appunto, pensa alla vacanza. Domenica è Pasqua e noi siamo disegnati su una tela con Gesù Bambino. Una cosa è quando c’è Natale e mi sento sul pezzo, ma a Pasqua non ti sembra d’essere fuori luogo? Io mi sento a disagio. Come se ci fosse qualcosa che non va nella nostra natura -.
– I tuoi dilemmi esistenziali peggiorano di anno in anno. Lo scorso ferragosto volevi dar fuoco alla coda del cavallo di San Giorgio e la Principessa del Pisanello. Di questo passo sarò obbligato a prendere una laurea in psicanalisi per sopportarti -.
– Nessuno ti obbliga a stare qui –
– Ti sembra che mi possa spostare di molto? Sono secoli che ho lo sguardo fisso sul vestito di Santa Barbara. E più lo guardo più mi sembra sgualcito. Sono sicuro che non l’ha stirato. Che fai a pasquetta?-
-Solita grigliata in famiglia –
– Davvero? –
– Ma ti sei rincitrullito? Che vuoi che faccia. Starò qui con gli occhi fissi a contare i giorni che mancano al Natale -.
-Dici che questa volta ce l’accettano la richiesta di spostarci nella cupola del Brunelleschi? Sono sicuro che lì ti sentiresti meglio. In compagnia ci si dimentica dei problemi-.
-Speriamo. Ma scommetto che rifiutano anche quest’anno. Facciamo il nostro lavoro egregiamente-.
-Già. Siamo proprio dei bravi angioletti. Se ci pensi bene non è poi tanto facile rimpiazzarci-.
-Ho smesso di pensare decenni fa, caro mio. Ormai punto solo a campare-.
-Porta pazienza. Vedrai che tra un attimo è Natale e ti senti meglio-
-Speriamo-
-E nel frattempo buona Pasqua-.
L’angioletto ridacchia -Wow, non vedevo l’ora di godermi una crocefissione. Di questi tempi avevo proprio bisogno di guardare qualcosa di violento. Studio Aperto non mi basta più-.
-La Pasqua è resurrezione. Se non vai oltre la croce, tanto vale che vai a vedere Rambo-.
-Shh, arrivano-
Le porte del museo si spalancano per far entrare un’orda di famiglie con bambini al seguito, che puntano il volto dei putti con l’indice teso. I due angioletti restano immobili.
-Sarà pure resurrezione e felicità. Però io quelle dita gliele mozzerei. Ne farei dei minuscoli stuzzicadenti-.

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