Basta note sul registro alle elementari. La responsabilità educativa condivisa tra scuola e famiglia

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Basta note sul registro alle elementari. Così sintetizzano i media il risultato di un emendamento portato alla Camera dei deputati al disegno di legge che introduce l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole. Basta note e sanzioni disciplinari, perché vengono abolite alcune norme che risalgono al 1928.
Basta note e sanzioni ai bambini. E’ un segno di civiltà, ha commentato il presidente della Commissione Cultura e Scuola della Camera, Luigi Gallo, chiosando anche che stiamo parlando di bambini: il rapporto educativo in questa fascia di età deve fondarsi sulla fiducia e sulla collaborazione.
La notizia merita qualche riflessione. Con una premessa: note o sanzioni diverse sono da considerarsi sempre strumenti da utilizzare in ambito educativo e dunque mezzi usati intelligentemente dalla comunità educante di cui fanno parte le scuole e i loro docenti e dirigenti in ordine alla promozione della personalità degli allievi, il loro sviluppo e la loro crescita come persone. Niente di meno, visto che queste sono le finalità della scuola italiana, considerate tra l’altro nel quadro costituzionale, che indica proprio la scuola come istituzione sussidiaria alla famiglia in rapporto al tema dell’educazione.
Sottrarre la questione delle note e sanzioni disciplinari nelle elementari a norme vecchie per farle rientrare nell’ambito del Patto educativo di corresponsabilità che già oggi disciplina, in maniera dettagliata e condivisa, i diritti e doveri degli studenti delle scuole secondarie nei confronti delle istituzioni scolastiche così fa la nuova prevista normativa è dunque un passo avanti. Un passo, però, che è già ampiamente nelle cose e nelle prassi scolastiche. Non è, infatti, che alle elementari piovano normalmente note e sanzioni punitive sui bambini, note e sanzioni che adesso, finalmente, vedrebbero un argine. In realtà, proprio la scuola elementare primaria è da tanto tempo un laboratorio educativo importantissimo e molto attento, dove il rapporto con le famiglie è particolarmente curato e dove si gioca specialmente il tema della corresponsabilità. Insomma, non è che ci fosse fino a oggi una istituzione punitiva e insensibile cui abbiamo trovato la cura.
Detto questo, e valorizzate le buone pratiche che sono già molto diffuse, bene per il passo avanti, che offre inoltre grande spazio di manovra alle singole istituzioni scolastiche. Con un’altra attenzione: quella a non diminuire la tensione rispetto alla necessaria presenza di regole e all’importanza di autorevolezza che deve avere la scuola, come peraltro qualsiasi agenzia educativa.
La nuova normativa, dunque, dovrebbe avere un effetto di promozione di ancora maggiore responsabilità rispetto a quanto già esiste. Accendere una volta di più le luci sull’importanza che famiglia e scuola lavorino insieme e non è difficile vedere come, in molti casi, sia proprio qui l’anello debole della catena a valorizzare il pensiero educativo.
Il dibattito è aperto. Le previste nuove disposizioni, più che una pietra tombale che chiude il passato, dovrebbero poter essere una porta aperta su sviluppi futuri.

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